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Ultimo aggiornamento il 29/06/2017 alle ore 16:01

Attualità e Politica

11/01/2017 | 11:17

Riordino giochi, Mirabelli (PD): «Tutte le condizioni per approvare riforma in questa legislatura»

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Giochi Mirabelli PD

ROMA - «In questa legislatura si è molto lavorato per una riforma complessiva del gioco e si sono prodotti, con la finanziaria 2015, provvedimenti importanti. Ma il documento che il governo scorso ha proposto alla Conferenza Unificata contiene misure e proposte che possono davvero avviare nel nostro Paese una nuova stagione in cui si riducono domanda e offerta di gioco, si tolgono da subito - senza aspettare il 2019 - slot e scommesse dai locali pubblici, dai bar e dai tabaccai, si impongono regole chiare a tutela dei giocatori per prevenire le ludopatie, si interviene per garantire la legalità e combattere le organizzazioni criminali che usano il gioco per riciclare e alimentare l'usura e si potenziano assistenza e cura delle patologie prodotte dal gioco». Ad affermarlo è il senatore del Pd Franco Mirabelli, relatore al Senato del ddl di riordino complessivo del settore giochi. «Quel documento dopo un anno di discussione nella Conferenza è stato migliorato e integrato positivamente e può garantire una collaborazione positiva tra stato e enti locali, riconoscendo a comuni e regioni la possibilità di porre limiti e regole alle sale gioco. Sarebbe davvero una occasione persa lasciar cadere quella riforma insieme alla legislatura e deludere i tanti che guardano con favore alle scelte più volte annunciate», ha spiegato. 
«Credo ci siano le condizioni per chiudere al più presto l'accordo in Conferenza Unificata e tradurlo in un decreto che consenta di concludere ciò che lo scorso governo ha iniziato e oggi può essere definito. Spero che, già nei prossimi giorni, sia il governo, sia la rappresentanza delle regioni possano dire parole chiare e concretizzare l'impegno a ridurre, controllare e regolare il gioco. Senza questo passaggio tutto sarà rinviato e, nella prossima legislatura si dovrà ricominciare da capo, perdendo altro tempo e ritardando colpevolmente quel riordino del settore che serve per combattere le ludopatie, chiarire il ruolo degli enti locali e dare certezze agli operatori». RED/Agipro

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