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Ultimo aggiornamento il 22/07/2017 alle ore 18:29

Attualità e Politica

19/05/2017 | 18:04

Caso Livorno, M5S: «Un cavillo non può fermare la lotta alla ludopatia»

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ROMA - «Rispettiamo la sentenza del TAR, ma quando si usa la legge per fermare il coraggio di un’amministrazione nel difendere i cittadini dal rischio ludopatia evidentemente il problema è la legge. Serve un chiarimento normativo che indichi il perimetro entro il quale i Comuni possano muoversi in sede di regolamento. Non può essere un cavillo a fermare una giusta azione di prevenzione e contenimento del danno legato all’azzardo».

Così si sono espressi in una nota i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, riferendosi alla sentenza del Tar Toscana che ha annullato il regolamento anti-ludopatia del Comune di Livorno, amministrato dal sindaco pentastellato Nogarin. 

Il regolamento, ricordiamo, proibiva l'apertura di nuove sale giochi a meno di 500 metri da una serie di punti sensibili. Il tribunale ha giudicato troppo lungo l'elenco di tali punti, sostenendo che di fatto impedissero tout court l'apertura di nuovi esercizi. 

«La linea è chiara – Andrea Quartini, consigliere regionale M5S in Commissione Sanità e Politiche sociali - Regione e Comuni devono poter evitare che le sale slot siano vicino a luoghi sensibili come le scuole. Gli studi medici non devono essere considerati luoghi sensibili, come contestato dai giudici del Tribunale Amministrativo? Discutiamone. L’obiettivo dev’essere chiaro: evitare che chi è più a rischio entri a contatto con il fattore di rischio».

RED/Agipro

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