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Ultimo aggiornamento il 22/04/2017 alle ore 20:42

Attualità e Politica

12/04/2017 | 14:31

Manovra, Acadi e Sistema Gioco Italia: «Settore rischia di scomparire, chiediamo incontro urgente al Governo»

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Manovra Acadi e Sistema Gioco Italia governo

ROMA - «Con le ipotesi circolate ieri sera si è scelto per l’ennesima volta la strada di inasprire il prelievo sugli apparecchi da intrattenimento, già i più tassati in assoluto - in questo un unicum a livello mondiale -. Il settore del gioco è l’unico settore concessorio ad essere stato oggetto, negli anni, a numerosi e continui incrementi di tassazione. Oggi, però, siamo di fronte a un punto limite, da cui non sarà più possibile tornare indietro. Chi sceglierà di proseguire su questa strada - su cui esistono anche forti dubbi di natura giuridica in relazione agli affidamenti concessori -, dovrà assumersi tutte le responsabilità di fronte alle aziende che compongono il settore e che rischiano di chiudere, agli investitori che hanno creduto in questo comparto che garantisce oltre 150.000 posti di lavoro. Ciò peraltro va in direzione opposta rispetto a tutte le dichiarazioni fatte fino ad ora dal Governo sull’impegno a non incrementare la pressione fiscale». È il duro e preoccupato commento di Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, e di Guglielmo Angelozzi, presidente di Acadi, le organizzazioni che rappresentano il comparto del gioco e dell’intrattenimento di Confindustria, a seguito del Consiglio dei ministri di ieri. «Chiediamo urgentemente un incontro con il Governo, per poter - in extremis - trovare un’alternativa ad un percorso già battuto in passato e che non ha prodotto grandi risultati né per l’Erario né per il sistema industriale. Questo a tutela e beneficio di tutti: istituzioni, enti locali, concessionari, forza lavoro e giocatori», concludono Zapponini e Angelozzi. RED/Agipro

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