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Ultimo aggiornamento il 22/07/2017 alle ore 18:29

Attualità e Politica

17/05/2017 | 14:09

Manovra, 20 emendamenti sui giochi segnalati in Commissione Bilancio

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Manovra emendamenti giochi Commissione Bilancio

ROMA - Si sono ridotti a 20 gli emendamenti sui giochi segnalati alla Commissione Bilancio della Camera, impegnata nell'esame della manovra. Tra le proposte che i gruppi parlamentari hanno deciso di sottoporre al voto della Commissione - che comincerà domani a partire dalle 14 - ci sono alcuni emendamenti sull'aumento del prelievo sugli apparecchi, sul divieto di pubblicità e sulla riduzione delle slot. Saltano invece le proposte sulla tessera del giocatore e sui pagamenti elettronici e l'emendamento Parrini (PD), interamente sostitutivo dell'articolo 6 sui giochi.

AUMENTO TASSAZIONE - Diversi emendamenti segnalati riguardano un'ulteriore aumento del prelievo sugli apparecchi che va da un massimo del 27% sulle slot (proposto dal leghista Guidesi) al 19% per le VLT, chiesto da Baroni (M5S) e Rizzetto (FDI). Alcuni emendamenti ad altri articoli della manovra chiedono invece di aumentare il prelievo sugli apparecchi per ottenere la copertura finanziaria di altre proposte. Tancredi (AP) vorrebbe anticipare dal 1° ottobre al 1° luglio l’entrata in vigore delle norme sui giochi previste in manovra e, soprattutto, chiede di aumentare la ritenute sulle vincite del Lotto al 10%. Laffranco (FI) vorrebbe invece eliminare l'aumento del prelievo sulle slot (tassando invece le VLT al 6%) e di ritoccare «l’aggio per i raccoglitori del gioco del lotto e dei giochi accessori, il compenso al ricevitore dei giochi numerici a totalizzatore nazionale e l’aggio per il venditore al dettaglio delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea», fissandolo «nella misura del 6,5% della raccolta di gioco», mentre «per tutte le concessioni di gioco in essere, anche in regime di proroga, è applicato un canone di concessione commisurato allo 0,35% della raccolta di gioco, fatta eccezione per quella riferita alle scommesse a distanza a quota fissa con interazione diretta fra giocatori». In un altro emendamento segnalato, Laffranco propone di intervenire anche sui «giochi di sorte a quota fissa e per i giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo», fissando «l’aliquota di imposta unica, applicata sulle somme giocate è pari al 59,2% delle somme che, in base al regolamento di gioco, non risultano restituite al giocatore». Inoltre, «alle scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, l’imposta unica si applica sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, nelle misure del 39,3% (se la raccolta avviene su rete fisica) e del 43,3% (se la raccolta avviene a distanza)». 

RIDUZIONE SLOT - Il deputato Sergio Boccadutri (PD) propone che, a partire dal prossimo anno, le slot non possano «essere installate in punti vendita diversi da bar e rivendite di generi di monopolio la cui attività principale sia diversa da quella dei gioco». Con lo stesso emendamento, si definiscono le modalità attuative dell’evoluzione tecnologica delle slot e della riduzione del numero delle macchine già prevista dalla legge di stabilità 2016. 

PIÙ POTERI AI SINDACI - Marcon (SI) vuole concedere maggiori poteri ai sindaci in materia di apertura delle sale e orari di esercizio: nel suo emendamento propone che «l’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico siano soggetti all’autorizzazione del sindaco del Comune territorialmente competente, concessa per cinque anni rinnovabili». Inoltre è vietata l’installazione degli apparecchi «in locali posti a una distanza inferiore a 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve», dai luoghi sensibili e «l’orario in cui è consentito il gioco d’azzardo non può eccedere le otto ore giornaliere», ma «con ordinanza del sindaco possono essere definiti limiti più restrittivi e specifiche fasce orarie per ciascun tipo di esercizio».

DIVIETO DI PUBBLICITÁ - Il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana tornano a chiedere una stretta alla pubblicità dei giochi: un emendamento a prima firma di Massimo Enrico Baroni (M5S) chiede il divieto per qualsiasi forma di pubblicità dell’azzardo, pena una sanzione da 50mila a 500mila euro, i cui proventi dovrebbero essere destinati alla prevenzione e alla cura del gioco patologico. Giovanni Paglia (SI) chiede di estendere a tutti i canali tv (anche quelli specializzati) il divieto di spot del gioco e di prolungare la fascia protetta fino alle 24. 
   
GIOCO ONLINE E BINGO - Mantero (M5S) propone una moratoria di 5 anni «sull’introduzione di nuovi apparecchi e piattaforme online per il gioco». Di Maio (PD) segnala invece il proprio emendamento con cui chiede che il divieto di trasferimento dei locali non venga applicato a quei concessionari del bingo che, successivamente al 31 dicembre 2016, non abbiano mantenuto la disponibilità dei locali. 

POKER LIVE - Infine, il deputato Ignazio Abrignani (SC) segnala l'emendamento con cui chiede di abrogare la legge comunitaria del 2008 che disciplinava il poker live. 

MSC/Agipro

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