Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 27/05/2017 alle ore 16:11

Attualità e Politica

12/05/2017 | 16:00

La svolta di Prato Sesia, Barisone (Anci Piemonte): «Regolamenti vulnerabili, serve una normativa nazionale»

facebook twitter google pinterest
Prato Sesia Barisone Anci Piemonte

ROMA - «La decisione del sindaco di Prato Sesia è comprensibile: anche noi a Vinovo, dove abbiamo una sala giochi autorizzata, avevamo adottato una limitazione oraria rigida, spegnendo gli apparecchi da mezzogiorno alle 14 per evitare soprattutto l'eventuale accesso dei minori negli orari di uscita da scuola. I comuni vicini, però, avevano applicato altri orari: bastava spostarsi di poche centinaia di metri per poter giocare. Abbiamo dovuto fare retromarcia, anche perché così si danneggiava solo la sala giochi autorizzata». Mauro Barisone, assessore a Vinovo e vicepresidente di Anci Piemonte, non si meraviglia della decisione di Luca Manuelli, primo cittadino di Prato Sesia, che agendo in controtendenza rispetto ai suoi colleghi, ha allungato gli orari di accensione delle slot in paese. Un segnale emblematico, figlio soprattutto di una considerazione: privi di un supporto scientifico affidabile, i regolamenti antiludopatia sono esposti ai ricorsi dei gestori, a cui Tar e Consiglio di Stato non di rado danno ragione. Un maggiore coordinamento tra i Comuni in materia di orari e distanze potrebbe essere utile a combattere la ludopatia? «Assolutamente sì – spiega Barisone - è quello che serve. Proprio perchè ci troviamo in questa situazione di disomogeneità sul territorio, come Anci Piemonte abbiamo deciso di aspettare che ci siano delle regole nazionali più precise, per poi prenderle come base di partenza per aprire una discussione con i sindaci e cercare di attuare un piano omogeneo sul territorio in materia di distanze e orari. Successivamente, poi, presenteremo le proposte dei sindaci alla Regione».
La legge regionale del Piemonte prevede che, dopo il 30 settembre, tutti i locali che ospitano le slot rispettino una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili. Recentemente, la Liguria - che si sarebbe trovata nella stessa situazione, ha sospeso l'entrata in vigore della legge: il Piemonte è intenzionato ad andare avanti? «Non sarebbe una scelta sbagliata rimandare, vista la situazione di stallo nella trattativa tra il Governo, l'Anci e le Regioni. Siamo a maggio e non c'è ancora un accordo, le proposte sono in itinere e vanno vagliate e, se i tempi non consentissero di trovare un'applicazione della legge regionale entro settembre, non sarebbe sbagliato aspettare per poter arrivare a una definizione migliore, anche insieme alle associazioni di categoria. Il problema è ampio e importante, effettivamente il danno può essere veramente pesante: le aziende hanno dipendenti, addetti che controllano le macchine, e anche adeguare gli apparecchi o cambiarli comporta un investimento».
MSC/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password