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Ultimo aggiornamento il 21/08/2017 alle ore 16:49

Attualità e Politica

08/08/2017 | 09:25

Riordino giochi, Baretta (MEF): «Piena responsabilità di Regioni e Comuni su distribuzione equilibrata dei punti gioco»

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Riordino giochi Baretta MEF

ROMA - «Il compito affidato dal Parlamento al Governo non è proibire il gioco, ma riportarlo a una dimensione normale della vita delle persone, mettendo un freno all'eccesso di offerta che si era determinato a partire dalla metà degli anni 2000, nel tentativo di arginare il gioco illegale». Lo chiarisce il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta in una lettera al direttore del quotidiano "Il Dubbio". «Un cambio di mentalità anche da parte dello Stato, che riconosce i limiti del passato e, finalmente guarda al futuro non solo con l'occhio alla, pur non trascurabile, dimensione finanziaria. Va in questa direzione la decisione del governo di tagliare del 35% le slot machine entro aprile 2018. A ciò si aggiunge il dimezzamento, in tre anni, dei punti gioco, dagli attuali 98mila a circa 50mila», ha continuato il sottosegretario. «Dopo aver cercato una strada di regolamentazione condivisa delle distanze - senza successo, date le troppe divergenze - ho deciso di accogliere la proposta della Consulta (ribadita anche nel loro ultimo comunicato) di lasciare alla piena responsabilità delle Regioni e dei Comuni la scelta di decidere dove debbono operare i punti gioco rimanenti dopo il dimezzamento previsto», ha detto Baretta, sottolineando l'esigenzia di una distribuzione equilibrata «perché il rischio è quello di creare dei veri e propri quartieri a luci rosse del gioco, collocati in aree periferiche già fortemente degradate e prive di servizi, così come è avvenuto in tante città italiane», ha continuato. «Qualcuno sostiene che così facendo si finisce per proibire ovunque il gioco. Ma è esattamente questo il punto che va chiarito una volta per tutte: una linea proibizionista non è lo scopo del lavoro che è stato chiesto dal Parlamento al governo. Combattere la ludopatia, contrastare il gioco illegale, limitare e controllare quello legale, qualificarlo e regolamentarlo, è il mandato che abbiamo. Siamo andati oltre, cogliendo una nuova cultura civica che dovrà svilupparsi in nuove battaglie per il controllo del gioco online e per la riduzione, se non addirittura l'eliminazione, della pubblicità», ha spiegato. 
«Una strategia di questa portata necessità di una forte collaborazione tra lo Stato centrale e quello locale. Per questo abbiamo deciso che l'equilibrata distribuzione dei punti gioco pubblico rimanenti va lasciata agli enti locali, affidando loro anche compiti di polizia e di vigilanza, a tutela del loto stesso territorio», ha sottolineato Baretta, ricordando anche «la prerogativa data ai comuni di fermare per sei ore le slot durante la giornata». La proposta del Governo «prevede, inoltre, l'introduzione della tessera sanitaria per giocare e l'accesso selettivo ai punti di gioco per la tutela dei minori, il richiamo alle previsioni contenute nel documento redatto dall'Osservatorio per il contrasto del gioco patologico del Ministero della Salute, l'innalzamento dei sistemi di controllo, il costante monitoraggio dell'applicazione della riforma, anche attraverso una banca dati sull'andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, alla quale possono accedere i Comuni (altra richiesta del documento della Consulta)», ha concluso.  
RED/Agipro

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