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Ultimo aggiornamento il 28/06/2017 alle ore 18:21

Attualità e Politica

31/05/2017 | 13:37

Riordino giochi, "Mettiamoci in gioco" incontra Baretta: «Il Governo faccia un passo avanti su divieto di pubblicità e poteri dei sindaci»

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Riordino giochi Mettiamoci in gioco Baretta

ROMA – “Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco, riconosce «gli sforzi fatti dal Governo precedente e da quello in carica (l'inserimento del gioco d'azzardo patologico nei Lea, il trasferimento dell'Osservatorio sui rischi del gioco d'azzardo dal ministero dell'Economia a quello della Salute, un primo tentativo di riduzione della pubblicità e il riconoscimento, per la prima volta, della necessità di diminuire un'offerta di gioco cresciuta a dismisura)», ma ieri, durante un incontro col sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, ha chiesto «al Governo di fare un passo avanti – nel testo di riordino dei settore azzardo da concordare in sede di Conferenza unificata - su divieto assoluto della pubblicità, poteri dei sindaci nel regolamentare l'offerta di gioco sul loro territorio, drastica riduzione dell'aggressività di slot e vlt e nuova regolamentazione delle caratteristiche delle sale giochi». È quanto si legge in una nota dell'associazione che riferisce la disponibilità del sottosegretario verso le proposte della Campagna. Per quanto riguarda la pubblicità, Baretta «ha riconosciuto l'insufficienza dei limiti recentemente introdotti e ha condiviso la necessità di procedere in modo più deciso verso il divieto assoluto di pubblicità» e ha riconosciuto l'importanza del documento elaborato dall'Osservatorio sui rischi del gioco d'azzardo del Ministero della Salute, che propone l'obbligo di utilizzo della tessera sanitaria per giocare, l’autoesclusione del giocatore, una cifra massima che è possibile perdere in un giorno, il divieto di fumare nei locali». Più marcate, invece, le differenze sui poteri dei sindaci: "Mettiamoci in gioco" ha chiesto al sottosegretario «maggiore possibilità per le amministrazioni locali di innalzare le ore di divieto di gioco nel proprio Comune (in particolare nel caso di territori con specifiche problematiche) e un aumento delle tipologie di luoghi sensibili dai quali le sale giochi devono mantenere una distanza certa. RED/Agipro

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