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Ultimo aggiornamento il 22/08/2017 alle ore 20:26

Attualità e Politica

03/08/2017 | 14:36

Scommesse, Cassazione ribadisce: senza licenza di polizia è reato raccogliere giocate

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Scommesse Cassazione

ROMA - L’autorizzazione della Questura è necessaria per l’attività di raccolta delle scommesse. È quanto ha ribadito la Terza sezione penale della Corte di Cassazione con due diverse sentenze che hanno dichiarato inammissibili i ricorsi dei gestori di due centri d Palermo collegati a bookmaker esteri che all’epoca dei controlli non avevano la concessione statale.

La “natura discriminatoria” del sistema italiano non può essere utilizzata e non è pertinente - si legge in una sentenza - se la licenza di polizia è stata negata dalla Questura per “ragioni che riguardano direttamente il centro trasmissione dati”. Legittima dunque la pena decisa dalla Corte di Appello (quattro mesi di reclusione per raccolta abusiva di gioco, sospesi con la condizionale) visto che gli imputati stavano comunque “esercitando l’attività” di raccolta anche dopo il no della Questura.

Non è invece possibile appellarsi alle sentenze comunitarie - si legge nell’altro provvedimento - sulla base di una presunta discriminazione subita nei bandi scommesse del 2006, visto che la società estera a cui il centro era collegato è stata costituita solo nel 2009 e che comunque il titolare non si è sottoposto ai controlli per ottenere la licenza di polizia, ma ha operato sulla scorta di un’altra autorizzazione, valida però solo per operare come internet point.

PG/Agipro

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