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Ultimo aggiornamento il 22/07/2017 alle ore 20:42

Attualità e Politica

05/07/2017 | 12:01

Slot, Orlandini (Astro): "L'aumento delle tasse senza un intervento sul pay out mette in ginocchio le imprese"

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Slot Orlandini Astro

ROMA - L’aumento del prelievo fiscale sulle slot previsto dall’ultima manovra estiva, senza intervenire sulla percentuale minima da restituire in vincita, mette a rischio le imprese di gestione, che non avranno la possibilità di «stare in piedi in termini virtuosi», azzerando i margini di guadagno utili «non solo per pagare conti e stipendi, ma anche per investire e remunerare le progettualità industriali». E’ quanto ribadisce in una nota Massimiliano Orlandini, vice presidente di Astro.

«Abbassare il pay out – almeno – al 68% è pertanto l’unica strada che residua in un contesto così poco illuminato come quello Italiano, dove ancora si pensa che per incassare più tasse basta alzare l’aliquota delle imposte e dei tributi», dice ancora, «personalmente sono stato sempre favorevole alla cosiddetta tassa sul cassetto», cioè su quanto resta al netto delle vincite pagate, però in assenza di una norma fiscale di questo tipo «l’impresa di gestione per non fallire deve poter contare su uno spread, tra pay out e prelievo, in cui recuperare la marginalità, che con l’attuale sistema di imposizione calcolato sul volume di gioco non può che concretizzarsi nel costante allineamento tra le due percentuali». Abbassare il pay out fissato quando le tasse erano al 17,5% del volume di gioco «diventa quindi fondamentale adesso che l’aliquota è stata (scelleratamente) elevata al 19%».

L’abbassamento della percentuale minima per le vincite «permetterebbe alle aziende di gestione di rallentare il drenaggio di liquidità e calmierare l’indebolimento finanziario che ha caratterizzato questi ultimi anni di incauti provvedimenti pseudo-fiscali e gestire il prossimo futuro con maggior determinazione e più autorevolezza di interlocuzione». Un intervento fondamentale, soprattutto in vista del secondo cambio del parco macchine nel giro di tre anni, al quale le imprese del settore devono rispondere mettendo in campo capacità imprenditoriali «pensando e lavorando a nuovi modelli, che siano in grado di far valere le economie di scala di cui siamo potenzialmente portatori».

RED/Agipro

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