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Ultimo aggiornamento il 29/04/2017 alle ore 20:38

Attualità e Politica

18/04/2017 | 13:44

Slot a Roma, i nuovi orari: 3 anni alle sale per adeguarsi al regolamento

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Slot Roma

ROMA - Tre anni di tempo alle sale slot di Roma per adeguarsi al nuovo regolamento: è quanto prevede la proposta di delibera della maggioranza M5S che dovrà essere approvata in Assemblea capitolina e che prevede orari 'spezzati' di funzionamento delle macchine - dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22, spente nei festivi - e una distanza minima di 500 metri delle sale giochi da luoghi sensibil, vietando l'apertura di nuovi esercizi nel Centro storico e limitandola in periferia "ma senza arrivare a una espulsione totale dal territorio di Roma, per evitare la nascita alle porte della città di quartieri residenziali che diventino delle 'piccole Las Vegas'", ha spiegato il presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale, Andrea Coia (M5S), che, insieme alla Commissione Politiche sociali, ha ascoltato in audizione associazioni e categorie. "Non siamo contrari al gioco lecito, ma sosteniamo un comportamento etico per saper riconoscere le persone affette", ha concluso Coia.  "Siamo disponibili a qualsiasi collaborazione e confronto per dati, informazioni e numeri che possano ricostruire il contesto nel massimo dettaglio", ha aggiunto Armando Iaccarino, direttore dell'Ufficio apparecchi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ricordando però la proposta del Governo in Conferenza Unificata, che dividerà le sale slot in due categorie, A e B, "secondo requisiti precisi per le sale di categoria A, dalla videosorveglianza al controllo degli accessi fino alla formazione del personale, che consentirebbero un trattamento meno restrittivo". In questo modo, le distanze minime dai luoghi sensibili verrebbero quindi sottratte al potere di regolamento dei Comuni. Gli enti locali manterrebbero comunque competenze "sulle categorie B, con cui si possono portare le distanze minime a 500 metri mentre per quelle A molto meno". In merito agli orari, ha aggiunto, "servirebbe una disciplina univoca a livello nazionale, così potremmo accendere e spegnere noi tutti gli apparecchi con risparmi notevoli per i controlli, mentre invece allo stato attuale con mille finestre orario diverse dobbiamo fare delle verifiche battendo il marciapiede, con i relativi costi". RED/Agipro

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