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Ultimo aggiornamento il 21/07/2017 alle ore 17:10

Attualità e Politica

05/07/2017 | 19:08

Rapporto di Comunità, Aronica (Vicedirettore ADM): «Entro fine anno i risultati della ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità sul gioco patologico»

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aronica gioco patologico

ROMA - «Sulla situazione clinica, ovvero sui soggetti cui è stato diagnosticato effettivamente un disturbo da gioco d’azzardo, i soli dati attendibili sono quelli forniti dal Ministero della Salute, che parlano, nel corso del tempo, di cifre comprese tra le 10 mila e le 20 mila unità. Per quanto ne sappiamo, si tratta di un dato sottostimato, ma dà un’idea dell’ordine di grandezza. Abbiamo tutti bisogno di numeri certi: anche per questo, i Monopoli di Stato hanno promosso e finanziato una ricerca dell’Istituto superiore di sanità che, sulla base di un campione fortemente rappresentativo, fornirà un quadro aggiornato del gioco cosiddetto problematico nonché di tutta una serie di caratteristiche della domanda di gioco in Italia». Lo ha detto Alessandro Aronica, Vicedirettore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso della presentazione del Rapporto di Comunità di Lottomatica. L’Amministrazione sta promuovendo per diverse vie la ricerca sul settore del gioco. L’approfondimento e l’ampliamento delle conoscenze rappresenterà un patrimonio a disposizione di tutti, dagli operatori sino ai decisori istituzionali. Quanto alla Conferenza Unificata, il Vicedirettore dell’Agenzia ha osservato come la discussione si vada concentrando ormai su due versanti, quello della qualità dei punti vendita e quello delle distanze e degli orari. Si tratterà di valutare quali sono gli strumenti operativi più efficaci, capaci effettivamente di tutelare i soggetti vulnerabili, evitando altresì di ridimensionare il gioco occasionale o di puro divertimento. Quanto alle risorse investite dai concessionari attraverso il cosiddetto “Bilancio Sociale”, Aronica ha fatto notare come non sia sufficiente e, anzi, sia talvolta controproducente, puntare su mere azioni compensative o di ristoro, come se i danni del gioco fossero inevitabili, mentre assume sempre maggior valore un investimento che migliori effettivamente la qualità dell’offerta (soprattutto sotto il profilo della tutela del giocatore), anche in virtù di un potenziamento dell’investimento in ricerca. Il Vicedirettore ha sottolineato l’importanza della decisione di recente assunta dal Governo con l’anticipazione della riduzione delle slot. «Da un circuito legale più razionale e controllabile ci si deve attendere anche una maggiore capacità di contrasto al gioco illegale». NT/Agipro

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