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Ultimo aggiornamento il 19/08/2017 alle ore 20:32

Attualità e Politica

13/06/2017 | 15:29

Caso Emilia-Romagna, Astro: «Chiusura sale, calpestati i principi imprenditoriali»

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ROMA - L'approccio dell'Emilia-Romagna in materia di gioco è incoerente: «Da un lato la Regione caldeggiava l’ipotesi governativa di traslocare gli apparecchi da gioco lecito in sale dedicate, dall’altro oggi si vanno a chiudere - vietandone di nuove - proprio quest'ultime, decretando, per gli apparecchi installati nei bar e nei tabacchi, la morte lenta (per impossibilità di sostituire i congegni guasti o obsoleti)». È quanto si legge in una nota dell'associazione dei gestori Astro, che commenta così l'approvazione della delibera regionale che vieta l'esercizio delle sale da gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili (sia quelle già esistenti, sia le nuove aperture) e la nuova installazione degli apparecchi.

Per Astro «è l'ennesima riconferma che per il gioco lecito non valgono né le regole, né i principi dell’ordinaria industria, ma solo i processi sommari dettati dall’ideologia della protezione dei cittadini». Inoltre, non si considera l'eventuale ricaduta occupazionale per tutti i lavoratori della filiera. «I lavoratori perdono il posto? Nessun problema: la continuità occupazionale è garantita da una proroga di sei mesi a cui potranno accedere tutte le attività che – prima dell’ordine di chiusura – riescano a documentare di aver trovato un posto “non sensibile”, i soldi per il trasloco, e di aver proceduto alla richiesta del permesso». Se invece «non c’è spazio (oppure quello che c’è non ha una destinazione d’uso compatibile), si chiude e si licenzia». RED/Agipro

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