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Ultimo aggiornamento il 27/05/2017 alle ore 16:11

Attualità e Politica

11/05/2017 | 16:40

Regolamento Puglia, la Corte Costituzionale salva il distanziometro: «Norme regionali non scavalcano quelle statali»

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ROMA - Le distanze minime imposte alle sale giochi dalle leggi regionali per il contrasto alla ludopatia non scavalcano le norme statali e non violano i principi della legislazione concorrente in tema di salute. È quanto si legge nella sentenza della Corte Costituzionale relativa alla questione sollevata dal Tar Puglia nel 2013. Il tribunale amministrativo si è rivolto alla Consulta per la norma contenuta nella legge regionale sul “contrasto alla diffusione del gioco patologico”. All’articolo 7, la legge stabilisce una distanza minima di 500 metri da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili. Per i ricorrenti - titolari di due sale scommesse a Melendugno, in provincia di Lecce - il “distanziometro" avrebbe scavalcato la competenza statale: la ricollocazione dei punti di gioco era già prevista nel decreto Balduzzi del 2012 e avrebbe dovuto essere attuata tramite un decreto adottato dal Mef e dal Ministero della salute. Decreto che però, ricorda la Consulta, non è mai arrivato, così come non sono mai state attuate le disposizioni previste nella legge delega del 2014 che pure affidava il Governo l’incarico di riordinare il settore; né, peraltro, è stato raggiunto l'accordo con Regioni ed enti locali sul tema, così come disposto dalla legge di stabilità 2016. “La pianificazione prefigurata dalla disposizione statale invocata come norma interposta non è mai avvenuta - si legge nella sentenza - non essendo stato emanato, malgrado il tempo trascorso, il decreto interministeriale che doveva definirne i criteri”. La norma pugliese è dunque legittima, poiché “dalla citata norma statale si ricava soltanto il principio della legittimità di interventi di contrasto della ludopatia basati sul rispetto di distanze minime dai luoghi sensibili, non anche quello della necessità della previa definizione della relativa pianificazione a livello nazionale”. LL/Agipro

Regolamento Puglia, Corte Costituzionale: “Distanziometro non riguarda ordine pubblico ma salute dei cittadini”

 

 

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