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Ultimo aggiornamento il 26/04/2017 alle ore 20:40

Attualità e Politica

21/09/2016 | 17:25

Convenzione contro il Match Fixing: summit a Strasburgo, per il Consiglio d’Europa servono pene più severe

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match fixing consiglio europa

ROMA - Prevenire i conflitti d'interesse tra organizzazioni sportive e bookmaker, incoraggiare gli enti regolatori del gaming a combattere contro le frodi (anche limitando o sospendendo l'accettazione di scommesse), combattere il gioco illegale. Sono i temi affrontati durante la Conferenza sulla lotta alle manipolazioni nelle competizioni sportive, un summit che si è tenuto ieri e oggi in Consiglio d’Europa, a Strasburgo. Obiettivo dell'incontro, al quale hanno partecipato 143 delegati da enti regolatori, autorità di polizia e rappresentanti delle aziende del settore giochi (tra cui Cio, Fifa, Interpol, Unesco, European Lotteries, Sportradar, Essa, Eu Athletes ed esponenti delle autorità nazionali di gioco dei Paesi Membri dell’Unione Europea) era stabilire le priorità da implementare nella Convenzione contro il Match Fixing del Consiglio d'Europa. La Convenzione contro il Match Fixing, conosciuta anche come Convenzione di Macolin, è un documento sottoscritto da diversi Paesi dell'Unione che prevede l'adozione di misure più strette e per combattere la corruzione nel mondo dello sport, come l'inasprimento delle pene e programmi di protezione per testimoni e informatori. «La Convenzione contro il Match Fixing - ha spiegato Gabriella Battaini-Dragoni, Vice Segretario Generale del Consiglio d'Europa - è il primo e unico strumento internazionale per contrastare il serio problema del match fixing, che spesso coinvolge anche il crimine organizzato. Un reato che non solo minaccia il ruolo delle autorità ma che soprattutto è lesivo nei confronti della fiducia nello sport, perché va contro il valore basilare del fair-play». AG/Agipro

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