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Ultimo aggiornamento il 23/08/2017 alle ore 10:04

Attualità e Politica

16/06/2017 | 14:34

Lotta al match fixing, Unione Europea e Consiglio d’Europa rilanciano con il progetto “KCOOS+”

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match fixing

ROMA - Cooperazione internazionale, scambio di informazioni e tolleranza zero verso il match fixing: sono i punti fermi del progetto “Keep Crime Out of Sport” (KCOOS), che punta a verificare lo stato di avanzamento nell’adozione e attuazione della convenzione di Macolin, adottata dal Consiglio d’Europa nel 2014. A Strasburgo è in corso l’evento finale del progetto, con la presentazione dei risultati ottenuti, insieme ad altri tre progetti cofinanzati dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa: Anti Match Fixing Formula, Betmonitalert e Precrimebet.

Ma l’evento di questi giorni è anche l’occasione per rilanciare il contrasto al match fixing, con un nuovo progetto, KCOOS+, che prenderà il via dal prossimo autunno e durerà fino al 2019: il nuovo format punta a diffondere i principi della convenzione di Macolin contro il match fixing anche a Paesi extra europei, in una rete internazionale di prevenzione e scambio di informazioni coordinato.

All’evento partecipano 250 delegati da enti regolatori, autorità di polizia e rappresentanti delle aziende del settore giochi (tra cui Europol, European Lotteries, Sportradar, Essa, Eu Athletes, World Lottery Association ed esponenti delle autorità nazionali di gioco dei Paesi Membri dell’Unione Europea). Al progetto KCOOS hanno partecipato 42 Paesi, con la presentazione di studi, report e altri progetti collaterali.

La Convenzione contro il Match Fixing, conosciuta anche come Convenzione di Macolin, è un documento sottoscritto da diversi Paesi dell’Unione che prevede l’adozione di misure più strette  per combattere la corruzione nel mondo dello sport, come l’inasprimento delle pene e programmi di protezione per testimoni e informatori.

PG/Agipro

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