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Ultimo aggiornamento il 24/05/2017 alle ore 20:27

Attualità e Politica

11/05/2017 | 15:20

La “svolta” di Prato Sesia, Manuelli (sindaco): «Malati di gioco? Qui non ci sono e con i nuovi orari evitiamo ricorsi»

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ROMA - «Il gioco? A livello personale non sono minimamente attratto, ma credo che sull'argomento l'approccio proibizionista sia sbagliato». Ha fiutato il vento ed è andato in senso decisamente contrario Luca Manuelli, sindaco di Prato Sesia, duemila abitanti tra Novara e il Lago Maggiore. Mentre gran parte dei suoi colleghi in tutta Italia si dedica a limitare orari e definire distanze, lui ha preso la rotta opposta, ammorbidendo il regolamento comunale: le ore di accensione delle slot sono passate da nove a dodici durante la settimana, per allungarsi fino a quattordici il venerdì e sabato, quando è possibile giocare fino alle due di notte. In sostanza, l'unica interruzione diurna va da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. 

«Il nostro regolamento – spiega Manuelli, eletto in una lista civica una prima volta nel 2009 e riconfermato nel 2014 – era disegnato su quello, piuttosto restrittivo, in vigore nella vicina Borgomanero dal 2015 (che ha suscitato numerose proteste da parte dei gestori locali, ndr). Il problema di queste normative, però, è che sono vulnerabili giuridicamente e carenti dal punto di vista del supporto scientifico. Abbiamo visto come il Consiglio di Stato abbia accolto i ricorsi dei gestori e smontato i regolamenti di Novara e Torino, tanto per rimanere qui in Piemonte».

L'inversione di rotta di Prato Sesia è quindi frutto di una scelta pragmatica. «In parte - dice il sindaco Manuelli - Qui abbiamo una sala giochi e un bar che ospita slot machine. Il proprietario della sala ci ha chiesto di rivedere gli orari e noi, onde evitare contenziosi, abbiamo optato per una soluzione concordata».

C'è anche dell'altro. Il fine dichiarato dei regolamenti è la lotta alla ludopatia. Cosa succede se la ludopatia non c'è? «Nel nostro comune non esistono casi di giocatori problematici. Nessuna segnalazione da parte di servizi sociali e Asl. anche perché quello della ludopatia è un fenomeno ancora da definire scientificamente. Lo spirito del regolamento comunale rimane ovviamente valido e condivisibile, ma dobbiamo anche prendere atto di una realtà, la nostra, tutt'altro che allarmante. Senza contare che se noi impediamo il gioco a Prato Sesia, i nostri concittadini potranno sempre spostarsi in qualche paese limitrofo. Ce ne sono alcuni, a pochi chilometri, che non prevedono restrizioni». Non teme il processo inverso, cioè che la possibilità di giocare a Prato Sesia attiri gente dal circondario? «Si può anche verificare, ma la sostanza non cambia: per risolvere davvero il problema serve una normativa nazionale uniforme, regole valide per tutti. Finché la situazione sarà questa, ogni sindaco continuerà a fare di testa sua».

MF/Agipro

 

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