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Ultimo aggiornamento il 26/07/2017 alle ore 20:52

Attualità e Politica

03/07/2017 | 13:46

Giochi, Tar Veneto conferma il no all’apertura di una sala in provincia di Treviso

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ROMA - I divieti posti dalle norme regionali all’apertura di nuove sale da gioco devono essere rispettati anche se si è in possesso della licenza di pubblica sicurezza. Lo ha stabilito il Tar Veneto nella sentenza che respinge il ricorso della Alma srl, a cui il Comune di Fontanelle (TV) ha negato il permesso di apertura di una sala. Rifiuto basato sul collegato alla legge di stabilità regionale 2017, che prevede zone limitate per i nuovi esercizi con offerta di gioco. L’Alma aveva ottenuto la licenza di polizia, ma i giudici scrivono che tale autorizzazione “viene rilasciata esclusivamente in relazione e con riguardo ai profili dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, con l’ovvia conseguenza che il predetto titolo non consente di superare eventuali divieti posti da norme regionali e comunali per finalità socio-sanitarie e urbanistiche. Inoltre la licenza è stata rilasciata a febbraio 2017, quasi due mesi dopo l’entrata in vigore della legge: “La ditta ricorrente non poteva certamente pretendere di installare apparecchi da gioco in virtù del predetto titolo di polizia”, si legge ancora. Nemmeno può essere sostenuto che la sala funzionasse già prima della legge solo in base al gatto che il locale in questione era già “esistente”: tale termine “va inteso nel senso che la sala giochi, per non subire le restrizioni, doveva essere in esercizio, e cioè in attività all’entrata in vigore della legge, essendo affatto irrilevante e inconferente che precedentemente lo stesso locale avesse ospitato eventuali, analoghe iniziative, comunque cessate, con conseguente chiusura del locale, ben prima che l’odierna ricorrente ne acquisisse la disponibilità”. LL/Agipro

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