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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 16:01

Attualità e Politica

10/11/2016 | 18:00

Riordino Giochi: l'accordo fra Governo ed enti locali sbloccherebbe i bandi di gara

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ROMA - Il lungo confronto tra enti locali e Governo in materia di giochi nasce dalla Legge di Stabilità 2016, la quale prevedeva che entro il 30 aprile 2016 in sede di Conferenza unificata, dovessero essere definite «le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale a fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell'ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età».

Il termine del 30 aprile per una soluzione concordata fra Governo e Regioni si è ben presto rivelato utopistico, per la distanza delle parti. Regioni e comuni in molti casi si sono già dotati di regolamenti in materia di giochi, che intervengono in almeno tre direzioni: restringono gli orari d'apertura di sale giochi e corner; disciplinano gli orari di esercizio delle slot; stabiliscono distanze da luoghi sensibili (scuole, parchi, impianti sportivi, luoghi di culto, ecc.) entro cui proibire la collocazione di locali che offrono gioco.

Regolamenti regionali e ordinanze comunali hanno via via composto un quadro difficilmente conciliabile con le linee dettate dal Governo. Ciò ha provocato il reiterato slittamento di ogni ipotesi di riordino concordato. La mancanza dell'accordo ha bloccato fino a oggi la realizzazione di un altro punto della Legge di Stabilità 2016, quello relativo ai nuovi bandi di gara per scommesse e bingo, che in teoria dovevano essere indetti entro il 1° maggio del 2016. In assenza di un piano di riordino, le aziende sarebbero infatti chiamate a decidere l'acquisto di concessioni senza avere indicazioni chiare su come e dove esercitarle. Gli ampi spiragli aperti dopo la seduta odierna della Conferenza Unificata possono sbloccare la situazione.

 

MF/Agipro

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