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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 20:28

Attualità e Politica

18/11/2016 | 17:03

Riordino giochi: Mef annuncia piano per distribuzione punti entro il 2018, ancora ritardi per gare scommesse e bingo?

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Riordino giochi MEF

ROMA - I ricchissimi bandi di gara per scommesse - 15mila punti con un introito stimato per lo Stato di 410 milioni - e Bingo (220 sale per oltre 70 milioni) rinviati al 2018? Sembra essere questo lo scenario più probabile analizzando un passaggio del documento che il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha depositato ieri alla Conferenza unificata Stato-regioni: “Entro il primo gennaio 2018 – è scritto - andrà pure definita (oltre alla riduzione delle slot machine, ndr) la distribuzione territoriale dei punti gioco, in maniera omogenea, sul territorio nazionale, in proporzione al numero, alla densità e alla composizione anagrafica della popolazione di ciascuna Regione o area territorialmente individuata. I suddetti criteri e la loro applicazione saranno definiti in sede tecnica della Conferenza unificata”. Il progetto del ministero dell’Economia sembra quindi chiaro: in prima battuta avanti con il taglio delle slot e poi, in Conferenza Unificata, si scriverà il piano per distribuire sul territorio i punti – divisi in classe “A” e “B” – che potranno restare aperti nonostante le forti limitazioni dettate dalle leggi regionali, senza il quale nessuna gara può realisticamente essere completata.

Malgrado una prima versione del bando per le scommesse sia già pronta al Mef, resta dunque una forte incertezza attorno al destino della rete di vendita di giochi pubblici. Secondo il Tesoro, sono attualmente aperti 29.600 punti gioco, che dovranno scendere a 18mila dal 2018: 10mila agenzie o negozi “dedicati”, 5000 sale giochi, 3000 sale Vlt e Bingo. I concessionari dovranno attendere ancora l’esito della lunghissima trattativa tra Governo e enti locali per poter rinnovare le licenze, già scadute nel 2016, sperando che la Commissione Europea non decida di accendere un faro sulla proroga senza gara delle attuali concessioni scommesse e Bingo. Per ora Bruxelles – attraverso le parole del superdirigente Harrie Temmink qualche mese fa - ha mandato segnali concilianti, ma se le gare tardassero ancora non è escluso che prima o poi l’Italia possa essere richiamata per i ritardi con cui sta procedendo al riordino del settore giochi.    

NT/Agipro

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