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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 16:01

Attualità e Politica

14/11/2016 | 13:54

Riordino giochi, il "no" dei tabaccai alla proposta Baretta: «Progetto sbagliato, pronti a dura protesta»

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ROMA - «Il progetto sul riordino dei giochi presentato dal sottosegretario Baretta è un errore. Siamo in attesa di capire se è solo un primo approccio, altrimenti penseremo a una dura protesta». Giorgio Pastorino, presidente di STS-FIT - l’associazione che rappresenta ricevitori e tabaccai - si schiera contro la proposta illustrata giovedì scorso dal sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, alla Conferenza Unificata. Il documento presentato alle Regioni prevede, oltre al taglio del 33% delle slot sul territorio nazionale, anche una forte riduzione dei punti vendita abilitati alla installazione degli apparecchi. Più nel dettaglio, la riforma prevede un taglio iniziale da 90mila a 60mila punti vendita (tra bar, tabacchi, sale giochi, bingo e scommesse), per poi arrivare a una “programmata eliminazione” da bar e tabacchi delle slot, che “sopravviveranno” solo nelle sale dedicate. «Non abbiamo capito se questa è sul serio la posizione del Governo - continua Pastorino ad Agipronews - Con loro eravamo d’accordo sulla riduzione degli apparecchi e siamo stati anche noi a proporre la certificazione delle sale. La nostra versione, però, prevedeva una certificazione anche delle tabaccherie». LL/Agipro

 

Riordino giochi, il "no" dei tabaccai alla proposta Baretta: «Via libera a mini casinò, rischio di aumento dell'illegalità»

ROMA - Pastorino sottolinea la particolare situazione dei tabaccai: «Siamo concessionari a tutti gli effetti, il Governo non deve confonderci con altri esercizi che operano solo sulla base di un’autorizzazione comunale, perché non siamo la stessa cosa. Come concessionari siamo già tenuti a seguire corsi di formazione. Abbiamo inoltre la possibilità di investire su tecnologie in grado di limitare le giocate e di impedire l’accesso ai minori. E le sanzioni in caso di violazione delle norme sul gioco sarebbero molto dure, rischieremmo di perdere la concessione, per cui siamo ancora più motivati a fare tutto secondo le regole». Con l’attuale progetto, spiega ancora Pastorino, «si mette in discussione l’ordine pubblico, che è il primo obiettivo del gioco legale, anche più della tutela della salute. Nascerebbero decine di mini casinò e la situazione si farebbe pericolosa per gli altri esercenti, che probabilmente sarebbero costretti a installare apparecchi fuorilegge imposti dalla criminalità organizzata». LL/Agipro

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