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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 20:28

Attualità e Politica

25/10/2016 | 14:18

Giochi, Tar Liguria: “Norme sulle distanze rientrano nelle competenze regionali”

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ROMA - Le norme sulle distanze minime tra sale giochi e luoghi sensibili rientrano nelle competenze regionali e la sola licenza di pubblica sicurezza non è sufficiente a valutare tutti i profili di interesse pubblico relativi agli esercizi che offrono gioco. Il Tar Liguria motiva in questo modo la bocciatura dei ricorsi presentati da due titolari di sale a La Spezia chiusi dal Comune perché posti a una distanza minore di 300 metri da una chiesa e una struttura sanitaria. “Il provvedimento comunale impugnato costituisce applicazione della legge regionale”, spiegano i giudici nelle sentenze. “Tale normativa - si legge ancora - è stata dichiaratamente introdotta nell’esercizio delle competenze legislative regionali in materia di salute e politiche sociali, allo scopo di prevenire il vizio del gioco, anche se lecito, e di tutelare determinate categorie di persone”. Anche se le due sale erano provviste dell’autorizzazione della Questura, il Collegio rileva che questa “non esaurisce né assorbe tutti i possibili profili di interesse pubblico implicati nell’esercizio del gioco lecito: la previsione di un ulteriore controllo amministrativo, che si cumula con quello di polizia, si giustifica infatti con gli interessi di rilievo costituzionale che sono implicati dall’attività di gioco a premi in denaro”. L’ordine di chiusura emanato dal Comune, inoltre, “costituisce applicazione del generale divieto di prosecuzione di un’attività esercitata in assenza dei requisiti richiesti dalla legge” e dunque “l’espressa comminatoria di una sanzione amministrativa pecuniaria non esclude il potere di disporre la chiusura di un’attività esercitata in difetto dei requisiti di legge”. LL/Agipro

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