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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

30/09/2016 | 12:20

Cassazione, slot: inammissibile ricorso gestore di Palermo per apparecchi scollegati

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Cassazione slot Palermo

ROMA - La Corte di Cassazione non può avviare una “rilettura degli elementi di fatto” per annullare i reati contestati al titolare di una sala giochi di Palermo e a sua figlia in qualità di amministratrice della società, accusati di truffa aggravata per la presenza di slot non collegate alla rete dei monopoli di Stato: è quanto si legge nella sentenza della Seconda Sezione Penale, che ha confermato la decisione già presa dalla Corte d’Appello palermitana.

Dai controlli della Guardia di Finanza risultavano presenti nel locale delle slot “senza alcun collegamento con i Monopoli di Stato. Si è poi osservato come per le stesse non fosse stato mai chiesto il nulla osta all'Amministrazione e che, pertanto, non erano state mai censite né collegate, anche se risultava che avevano effettuato giocate per considerevoli importi”. Le successive precisazioni del gestore della sala - che sosteneva di averle acquisite di recente, solo per usare i “pezzi di ricambio” e tenendo le slot staccate dalla rete elettrica e rivolte verso il muro - non sono valide per la Cassazione, che non può prendere in considerazione “nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, ritenuti maggiormente plausibili o dotati di una maggiore capacità esplicativa, dovendosi essa limitare al controllo se la motivazione dei giudici di merito sia intrinsecamente razionale e capace di rappresentare e spiegare l'iter logico seguito”. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando inoltre i due al pagamento delle spese processuali.

PG/Agipro

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