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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

28/06/2016 | 18:01

Commissione Antimafia, La relazione: «Etica e sostenibilità: serve intesa con enti locali»

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Commissione Antimafia relazione

ROMA - Il Governo e gli enti locali dovrebbero raggiungere al più presto «un'intesa che abbia come obiettivo quello di fornire gli indirizzi strategici di controllo, programmazione e sviluppo per un’offerta di gioco complessiva "eticamente e territorialmente sostenibile"». E' quanto si legge nella bozza della relazione del Comitato sulle infiltrazioni criminali nel gioco, che Agipronews ha potuto visionare. «Fermo restando il principio della riserva statale dei giochi», continua la relazione, è «opportuno che agli enti locali continui a essere riconosciuta la possibilità di esprimere la propria voce sul delicato rapporto tra "territorio" e "gioco"», perché le «comunità locali, insieme alle autorità di pubblica sicurezza e alle forze di polizia dislocate sul territorio, sono i primi sensori in grado di percepire il degrado sociale e il diffondersi della legalità». Il Comitato quindi sollecita il raggiungimento dell'intesa tra Governo ed enti locali in Conferenza Unificata, sottolineando che «l'eccessiva polverizzazione sul territorio delle diverse tipologie di punti di gioco pone un notevole ostacolo ai controlli amministrativi e di polizia».

Secondo il Comitato Stato e Regioni dovrebbero sostenere gli enti locali per rispondere alle emergenze legate al gioco «con tempestività e con adeguate risorse» come «l’intensificazione dei controlli sui punti di gioco e scommesse, il presidio permanente dei punti di gioco ritenuti a maggior rischio» e «la destinazione di risorse straordinarie per il potenziamento dell’operatività della polizia locale e dei servizi sociali».

Bisognerebbe quindi «offrire alle Regioni e agli enti locali la possibilità, in alternativa o in aggiunta alle tipologie di punti di gioco previsti dalla legislazione vigente, di prevedere che la propria quota di offerta di gioco sia assorbita e concentrata in un numero limitato di "luoghi di gioco" sicuri», con punti specializzati che garantiscano, oltre al contrasto per le possibili infiltrazioni criminali, «una formazione specifica del personale, l’accesso selettivo all’ingresso, la completa identificazione dell’avventore, la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite, apparati di videosorveglianza interna simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò». Nella fase di predisposizione dei criteri per la distribuzione delle sale da gioco sul territorio, inoltre, il Comitato suggerisce di tenere in considerazione alcuni indicatori di rischio sulla presenza di strutture criminali, come quelli forniti dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, dall’Eurispes e dall’Istat. MSC/Agipro

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