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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

08/09/2016 | 11:26

Corte di Giustizia UE, Agnello (avv. Uniq Group): “Scommesse: doppia referenza bancaria viola il principio di proporzionalità”

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Corte Giustizia Ue Agnello Uniq Group

ROMA - “Escludere da una gara un soggetto neocostituito che ha la capacità economica finanziaria ma che non può ricorrere alle doppie referenze bancarie per giustificati motivi, laddove esistevano altri strumenti idonei, va oltre quanto necessario per garantire l’affidabilità economica di un partecipante alla selezione e viola il principio di proporzionalità”.

E’ il commento dell’avvocato Daniela Agnello, rappresentante di Uniq Group, alla sentenza emessa oggi dalla Corte di Giustizia Europea sul ricorso presentato dalla società maltese contro la doppia autorizzazione bancaria prevista dal bando Monti. 

“Come ha affermato la Corte sarà il Giudice nazionale ad effettuare una valutazione globale delle circostanze rispetto ai reali obiettivi del legislatore nazionale - spiega ancora l’avvocato - Quindi, sarà il Tribunale di Reggio Calabria a valutare la carenza della proporzionalità nell’ambito della fattispecie concreta per procedere alla conseguente disapplicazione della sanzione penale”.

“La mancata previsione di alternative alla produzione delle doppie referenze bancarie per la società neo-costituita Uniqgroup Ltd, i poteri illimitati dell’amministrazione italiana, la mancata individuazione delle concrete modalità per dimostrare la propria capacità economico-finanziaria non consentono di ritenere integrato il requisito della proporzionalità - dice ancora l’avvocato Agnello - a ciò si aggiunge il contesto normativo italiano in cui si inserisce la questione pregiudiziale comunitaria e i reali obiettivi perseguiti dal legislatore italiano. E’ stato dimostrato che la politica italiana degli ultimi anni è stata quella di una continua espansione delle possibilità di gioco. Si è sempre documentato che gli originari intenti di protezione dell’ordine pubblico nel settore dei giochi sono stati progressivamente sostituiti da esclusive preoccupazioni di politica fiscale e di bilancio”.

RED/Agipro

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