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Ultimo aggiornamento il 06/12/2016 alle ore 16:30

Attualità e Politica

10/06/2016 | 12:34

Corte di Giustizia Ue: doppia garanzia bancaria, il 16 giugno conclusioni Avvocato Generale su caso BetUniq

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Corte Giustizia Ue Avvocato Generale BetUniq

ROMA - Giovedì 16 giugno l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea, Nils Wahl, depositerà le proprie conclusioni sul ricorso presentato da BetUniq contro la doppia autorizzazione bancaria prevista dal bando Monti. E’ quanto apprende Agipronews dall’Ufficio Comunicazione della Corte di Giustizia, che corregge una precedente comunicazione sulla sentenza relativa al caso Politanò.

Il Tribunale di Reggio Calabria aveva sollevato una questione pregiudiziale evidenziando che BetUniq - poi coinvolta nell’operazione Gambling della Procura di Reggio Calabria - potrebbe essere stata illegittimamente esclusa dalla gara tenutasi a livello nazionale per il rilascio delle concessioni, dunque Domenico Politanò - il gestore del punto scommesse incriminato - potrebbe essere stato ingiustamente accusato. Nel caso di specie, la società maltese è stata esclusa dalla gara nonostante avesse presentato regolare domanda di partecipazione, in ragione della ritenuta assenza dell’attestazione della capacità economico finanziaria da parte di "due" istituti bancari e per non essere stata indicata, nell’unica dichiarazione presentata, in modo evidente la capacità finanziaria richiesta.

Il Giudice del rinvio ha chiesto se, trattandosi di selezione a livello comunitario, dovesse essere rispettato il principio contenuto nella direttiva 2004/18/CE sugli appalti pubblici, che sancisce – di base – tre autonomi criteri per la valutazione della capacità economico-finanziaria, oltre che un rimedio residuale "mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dall’amministrazione aggiudicatrice".

In tale senso è stata posta alla Corte la questione pregiudiziale. La Commissione Ue, nelle sue conclusioni, ha dichiarato che il requisito della doppia autorizzazione non è “manifestamente sproporzionato” ma che, in alcuni casi che spetta al giudice nazionale valutare, la richiesta potrebbe essere discriminante nei confronti dei nuovi operatori. PG/Agipro

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