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Ultimo aggiornamento il 06/12/2016 alle ore 14:44

Attualità e Politica

22/10/2015 | 14:53

Corte di giustizia Ue, l’Avvocato generale bacchetta la Germania sul gioco online

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Corte di giustizia Ue Avvocato generale Germania

ROMA – Il trattato tedesco sulle scommesse sportive online riceve un altro cartellino rosso: qualche giorno fa è stata la Corte Amministrativa di Kassel, in Assia, a bocciare la norma federale, ritenuta incostituzionale, con la richiesta di ripartire da zero e annullare il tetto massimo a venti licenze di gioco. Adesso anche l’Avvocato Generale della Corte Ue, il polacco Maciej Szpunar, ha ritenuto il sistema tedesco “non trasparente e discriminatorio”.

Il caso sarà ora esaminato dalla Corte di Giustizia, che però ancora non ha fissato la data della sentenza.

Tutto nasce dalla vicenda di una esercente che ha installato nel proprio locale un terminale di gioco collegato con un provider austriaco, con regolare licenza nel proprio Paese, ma non autorizzato in Germania, dove il trattato sulle scommesse sportive è in vigore dal 2012, ma ancora nessuno degli operatori è attivo.

L’Avvocato ha depositato oggi le sue conclusioni sul caso, ribadendo che "il monopolio sulle scommesse sportive non è legittimo” se in contrasto con le norme comunitarie di libera prestazione di servizi e che non possono essere penalizzati, se non per motivi relativi alla sicurezza e all’ordine pubblico, gli operatori esclusi in maniera illegittima e che hanno una licenza in un altro Stato membro.

Lo stesso trattato interstatale tedesco aveva già ricevuto forti critiche dalla Commissione Europea per non essere in linea con i principi comunitari e per non aver raggiunto gli obiettivi previsti.

"I recenti sviluppi confermano ciò che da tempo è stato fin troppo evidente – dice Maarten Haijer, segretario generale della European Gaming and Betting Association -  la legislazione tedesca per il gioco online è in conflitto con il diritto comunitario. E’ frustrante che la Germania consideri gli obblighi dell'UE inapplicabili alla sua legislazione. Molti anni di attesa hanno fallito, solo un'azione decisiva può spingere la Germania a cambiare. La Commissione ora deve dimostrare di essere pronta a intraprendere un'azione legale, a prescindere dalle dimensioni dello Stato membro".

PG/Agipro

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