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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 12:52

Attualità e Politica

17/03/2016 | 14:33

Enada 2016, Di Feo (AD Active Games): "Acquisizioni, innovazione e sfruttamento retail per crescita settore online"

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Di feo active games

RIMINI - Dalla crescita di Active Games al momento che sta vivendo il mercato online e alle prospettive future. Paolo Di Feo, Ad di Active Games, ne ha parlato ad Agipronews a margine di Enada Rimini. 

Come sta andando il business di Active Games ?

"La crescita di Active Games ha sorpreso anche me. Partendo da zero, in autofinanziamento, siamo arrivati a essere l’operatore di riferimento in termini di numero di concessionari serviti, con oltre 30 dei circa 75 attivi, e  venendo quasi sempre preferiti dai nuovi entranti e da chi ha libertà di scelta. Durante la mia esperienza con Bwin mi sono reso conto che l’integrazione dei prodotti con modelli “singoli” per ogni paese diventa un limite all’offerta e diventa un costo eccessivo anche per gli operatori più grandi. Anche l’outsorcing totale a un singolo soggetto è un limite alla crescita. Quindi c’era un buco del mercato da colmare. Se un soggetto vuole essere autonomo su quale prodotto integrare utilizzando una propria piattaforma di conti gioco, senza nessun vincolo contrattuale di durata o dimensioni, noi offriamo la soluzione: con una sola integrazione e un contratto hai tutti e solo i prodotti che decidi di avere, con la garanzia di un funzionamento impeccabile.  Inoltre la nostra struttura tecnologica e di costi e le economie di scala ci permettono di offrire prezzi totali più competitivi di una integrazione diretta , cosa impossibile a strutture cresciute con altri modelli".

Come vede il mercato dell'online in questo momento?

"Il mercato è in una fase di maturità in cui si spende male se non si ha un orizzonte di medio termine; competere col solo marketing tradizionale serve a poco, ci si rubano i clienti a vicenda e già il solo costo di compensare il churn è insostenibile.  La ricerca di risultati sui casinò o sul betting, dove l’acquisizione di nuovi giocatori e non di cacciatori di bonus è prossima a zero, è un chiaro esempio; o si sta cannibalizzando il portafoglio dei propri giocatori o si stanno prendendo “a prestito” i giocatori di altri operatori che ci ripagheranno con la stessa moneta, visto che offriamo le stesse slot. Sono tre le strade da percorrere se si ha una visione più ampia: raggiungere tramite acquisizioni delle dimensioni che permettano economie di scala e scopo superiori, meglio se focalizzate su un prodotto principale e ancor meglio se  in chiave internazionale;  utilizzare bene la rete di negozi, che ancora permette di acquisire e fidelizzare a costi competitivi; lavorare di fino sull’innovazione e sui servizi, e in questo aspetto il nostro ruolo di provider permette spesso ad operatori piccoli di avere paradossalmente offerte più complete di grandi operatori esteri. Tutte e tre queste strade hanno peraltro un motivo comune: possono creare fidelizzazione al brand, quell’attaccamento emotivo che è fondamentale per durare nel tempo".

Quanto conta l’innovazione?

"Molto, se è volta a capire i trend e proporre in anticipo nuovi prodotti o servizi che possano permettere di acquisire nuovi clienti stabilmente, quasi nulla se si tratta di azioni di breve periodo, perché immediatamente replicabili. In questo senso trovo interessante l’esperimento di un operatore che prova a inserire nelle sue sale roulette online live collegate a un casinò, cercando le contaminazioni possibili tra due mondi ancora distanti. All’opposto trovo superficiale la scarsa attenzione data all’exchange betting; non è solo una questione di logica in quanto il prodotto exchange è migliore, sfruttando tutte le potenzialità del web 2.0 come è logico che sia per un prodotto online. E neanche il fatto che Paddy-Betfair ha una valutazione di borsa che da sola lascia capire senza dubbi - almeno secondo gli analisti - come andrà a finire.  Anche i dati attuali del mercato italiano se si sanno leggere sono in realtà chiari sul fenomeno. Ma imparare a leggerli e ad usare il prodotto in modo corretto richiede tempo e di fare i propri esperimenti con propri dati: chi lo usa con noi è contento e sta imparando. D'altro canto il business case è già largamente positivo spostandoci i soli giocatori troppo vincenti o il gioco in eccesso. In questo senso, un fattore in qualche modo collegato è la capacità di analisi. A breve metteremo a disposizione un nuovo portale di reportistica su cui abbiamo investito quanto e più di un nuovo prodotto. Specialmente nell’analizzare l’efficacia delle campagne di marketing il gambling è dietro rispetto ad altri mercati come il social gaming e per farlo occorre una base dati solida oltre che risorse dotate di esperienza".

NT/Agipro

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