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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 14:20

Attualità e Politica

03/08/2016 | 09:16

Direzione Investigativa Antimafia: criminalità organizzata punta a espansione con scommesse online

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Direzione Investigativa Antimafia

ROMA - “La crescita dei volumi dei traffici illegali - si pensi a quello delle sostanze stupefacenti, ma anche a quello delle scommesse on line - procede di pari passo con l’internazionalizzazione dei processi economici e finanziari, dai quali vengono mutuati i circuiti e le strategie di affermazione su mercati non ancora saturi”.

 E’ quanto si legge nella relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, riferita al secondo semestre 2015. “Il rinvio al traffico di droga e a quello delle scommesse via web non è casuale - si legge nella relazione - Si tratta di due settori che nel corso del semestre sembrano essersi definitivamente affrancati da quella logica di una frammentazione verticale degli interessi, in cui ciascuna mafia domina in maniera esclusiva un proprio business criminale”.

Secondo la Dia le organizzazioni criminali avrebbero dato vita a delle vere e proprie “holding” del malaffare per incrementare i profitti e rendere più complicate le indagini. “Le evidenze investigative rimandano, infatti, a forme di aggregazione e collaborazione sempre più strutturate tra le diverse organizzazioni mafiose, specie nei casi di attività avviate fuori dalle storiche aree di insediamento. Questo perché, appunto, le mire espansionistiche delle mafie ricadono non tanto sui territori, quanto sui mercati o su nuovi settori economici, la cui estensione è per definizione trasversale e la cui complessità richiede l’integrazione di competenze diversificate, in grado anche di operare sul web, che a livello globale offre infinite opportunità criminali”.

Operazione “Gambling”: sedi all’estero per aggirare il fisco e riciclare capitali illeciti

Nella relazione è ampiamente citata l’operazione Gambling della Procura di Reggio Calabria, che ha portato “ha portato, tra l’altro, all’arresto di oltre 40 responsabili, al sequestro di 11 società estere e di 45 società operanti sul territorio nazionale nel settore dei giochi e delle scommesse, di oltre 1500 punti commerciali per la raccolta giocate, di 82 siti nazionali e internazionali di “gambling on-line” e di innumerevoli immobili, il tutto per un valore stimato in circa 2 miliardi di euro”. Dalla rete commerciale nel territorio reggino, l’organizzazione “era in grado di controllare società in Austria, in Spagna e in Romania, attraverso una società di riferimento stabilita a Malta, che in passato aveva operato utilizzando anche licenze delle Antille olandesi e di Panama”. L’organizzazione cambiava “la propria sede di interessi a seconda del Paese che garantiva una minore imposizione fiscale, mantenendo però sempre saldo il centro decisionale e operativo a Reggio Calabria”. “Con tale modus operandi l’associazione criminale, oltre a sottrarsi al pagamento delle imposte e a non dichiarare gli utili d’impresa prodotti all’estero - si legge ancora - riusciva a riciclare enormi flussi di capitali illeciti”. Un’operazione che ha fatto luce “sugli interessi della ‘ndrangheta verso il mondo delle scommesse e dei giochi on-line. Si tratta di un settore dove, negli ultimi anni, è già stato registrato l’interesse di altre organizzazioni criminali - certamente in grado di proiettarsi oltre confine e di strutturare una rete efficiente per la raccolta e la gestione delle scommesse - ma il modus operandi adottato dalla ‘ndrangheta merita una riflessione a se stante”, si legge ancora nella relazione, “per la capacità di operare alla stregua di una vera e propria holding dell’illecito”, con l’alleanza di diverse cosche, capaci di “diffondere il brand”, anche all’estero.

PG/Agipro

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