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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

23/11/2015 | 19:48

Giochi, Angelozzi (Acadi): “Servono norme stabili e revisione del prelievo fiscale”

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Giochi Angelozzi (Acadi): “Servono norme stabili e revizione del prelievo fiscale”

ROMA – Il settore gioco, per recuperare credibilità fra gli investitori internazionali, ha bisogno di norme più stabili e di una revisione del carico fiscale, in particolare per il settore degli apparecchi slot e Vlt. E’ quanto ha sottolineato Guglielmo Angelozzi, presidente di Acadi, durante il seminario istituzionale sul gioco in corso alla Commissione Finanze della Camera. “Il settore ha vissuto fasi di instabilità regolatoria e fiscale: in particolare il comparto degli apparecchi nel corso degli anni ha visto un peggioramento delle concessioni già assegnate, con problemi per la reputazione valutata dagli investitori internazionali. Al momento la tassazione delle Vlt è superiore del 53% rispetto alla fase di aggiudicazione – ha detto ancora - Moody’s, Standard & Poor e altri istituti hanno abbassato i rating, gli investitori non credono più nel settore, con conseguenze su occupazione e indotto, con una avanzata dell’illegale che ha ricadute anche sul sociale. Gli apparecchi sono poi collegati alla redditività anche di altri settore come scommesse e bingo. Serve rivedere carico fiscale con strumenti più efficaci”.
Angelozzi ha ricordato che le aziende “negli ultimi anni hanno effettuato investimenti per 4,8 miliardi di euro, il 50% riferibile a operatori esteri. Il settore affronta due ordini di problemi: la mancata approvazione della delega e la nuova legge di stabilità, mentre l'opinione avverte un eccesso di offerta". Tra le questioni da risolvere, poi, c'è "il disallineamento tra stato ed enti locali che hanno adottato strumenti controproducenti o inefficaci per limitare l'offerta. Il proibizionismo - ha aggiunto Angelozzi - ha prodotto l'espulsione del gioco lecito, la sostituzione con illegale e l'aumento della dipendenza. Le distanze da luoghi sensibili non servono ad aumentare la distanza delle persone dal pericolo, e la razionalizzazione dell’offerta consentirebbe una discussione più pacata". 
In merito, poi, al gioco patologico, al gioco illegale e ai minori, Angelozzi ha chiarito che "serve partire da numeri e fatti. Serve una ricerca e uno sforzo istituzionale, anche sulle correlazioni tra questi problemi, come dipendenza e gioco illegale, magari utilizzando fonti già disponibili, che aiuterebbero a combattere anche il gioco minorile. Servono - ha concluso - risorse per ricerca, prevenzione e informazione, e il gioco problematico e quello minorile vanno affrontati anche in rapporto all’illegale, problema che spesso viene tralasciato". PG/Agipro

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