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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

31/08/2016 | 14:16

Giochi, Gori (sindaco di Bergamo): «Da Regioni e Comuni una spinta al Governo per ridurre l'offerta sul territorio»

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Giochi Gori Bergamo

ROMA - «Lo Stato sopporta costi molto elevati per la cura» dei giocatori patologici, «quindi non so neanche se il bilancio sia davvero in attivo. In ogni caso c'è una dimensione morale che secondo me pone problemi molto seri per cui io spero che, dalla spinta di alcune Regioni e di alcuni Comuni, possa venire anche una motivazione per il nostro Governo per fare finalmente qualcosa di concreto per ridurre l' offerta di gioco legale nel nostro Paese». Lo ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, nel corso del dibattito "No slot - lotta al gioco d'azzardo" che si è tenuto ieri alla Festa dell'Unità di Milano. Il sindaco ha firmato un'ordinanza - entrata in vigore lo scorso 1° luglio - che vieta qualunque genere di gioco d'azzardo in città, esclusi Lotto, Superenalotto, Bingo e Totocalcio, dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. «Una volta eravamo abituati ad avere pochi luoghi in cui era consentito giocare, come i casinò: l'accesso era un po' più controllato. Oggi la differenza è che il gioco è sotto casa ed è accessibile assolutamente a chiunque», ha spiegato Gori. MSC/Agipro

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