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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

25/10/2016 | 12:30

Gioco patologico, De Filippo (sottosegr. Salute): «Osservatorio impegnato nella raccolta dei dati sulla dipendenza»

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ROMA - «I risultati di diversi studi epidemiologici» sulla dipendenza da gioco «sono spesso molto discordanti»: quindi, «per superare la carenza» di informazioni, «il ministero della Salute ha provveduto all'attivazione delle procedure necessarie per consentire la raccolta dei dati relativi alla dipendenza del gioco, attraverso l'attivazione del Sistema Informativo Nazionale Dipendenze (SIND), che ha una copertura del 90% dei servizi dal 2012 in poi». È la risposta del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo all'interrogazione presentata da Paola Binetti (AP) al ministro della Salute, al ministro dell'Istruzione e al ministro dell'Economia sulla prevenzione della dipendenza da gioco.
L'Osservatorio per il contrasto del gioco patologico - che «si è insediato il 13 aprile scorso» e che si è occupato delle «questioni attinenti alla crescente diffusione del gioco nel corso di tre riunioni» - avrà cura di acquisire i dati relativi ai progetti in materia di gioco, «al fine di conoscere la realtà nazionale,  in modo che siano garantite, in futuro, in tutto il territorio le migliori prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione di questo fenomeno». Inoltre, è necessario istituire un «rapporto annuale sulle attività regionali» in materia di contrasto al gioco patologico e prevedere «uno specifico finanziamento per tentare di colmare la carenza di informazione» riguardo al gioco online e mobile, «canali preferenziali soprattutto della popolazione giovanile del nostro Paese», ha continuato.
L'Osservatorio sul gioco patologico ha analizzato anche «le metodologie e i risultati degli studi di popolazione disponibili» sul tema, esaminando tre studi che «sono alla base di una serie di dati, che vengono valutati, monitorati e riutilizzati per strategie di approfondimento ulteriore» per il contrasto della dipendenza. In particolare «sono stati utilizzati i risultati del progetto IPSAD (governato anche da una valutazione dell'Istat che utilizza le metodologie dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), l'ESPAD - un progetto europeo che coinvolge 39 Paesi, con l'obiettivo di raccogliere tutti i dati comparabili sulle dipendenze della popolazione scolastica, includendo anche una sezione specifica sul gioco -  e il «sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo da gioco patologico, un progetto sperimentale dell'Istituto superiore di sanità, finanziato dal Centro del controllo delle malattie, che fornirà una panoramica dei servizi esistenti sul territorio nazionale», con l'obiettivo di «indicare gli strumenti e gli interventi più efficaci da porre in atto proprio contro il gioco patologico», ha concluso. MSC/Agipro

 

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