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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

14/04/2016 | 16:07

Gioco patologico, Umbria: approvata relazione su mancata attuazione della legge regionale

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Gioco patologico Umbria

ROMA - Il comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull'amministrazione regionale dell'Umbria ha approvato la relazione che documenta la «mancata attuazione delle legge sul contrasto alla ludopatia», che verrà dunque trasmessa all'Aula per la presa d'atto. Il comitato ha anche deciso di convocare in audizione, per giovedì 28 aprile, i vertici di Sviluppumbria e l'assessore Fabio Paparelli, sulla vicenda dei fondi di cui è stato chiesto il rimborso ai Consorzi Tns e Crescendo. Saranno ascoltati anche i direttori delle due Asl, in merito alla verifica delle esenzioni dal pagamenti dei ticket sanitari e agli affitti passivi, come richiesto da Marco Squarta. 
«Dalla verifica effettuata emerge che la legge regionale non è stata attuata. In particolare, non vi sono risultanze in merito alla rilevazione della presenza degli apparecchi da gioco sul territorio regionale, un'attività definita come propedeutica, sia all'attuazione di altri interventi, sia come punto di partenza per una successiva attività di valutazione sugli effetti della legge regionale. Non è stata predisposta e inviata all'Assemblea legislativa nemmeno la prima relazione in risposta alla clausola valutativa sullo stato di attuazione della legge, che avrebbe dovuto essere trasmessa dalla giunta regionale entro il 30 settembre 2015. Per quanto concerne la riduzione dell'aliquota Irap a favore degli esercizi pubblici che decidono di richiedere il marchio 'No slot' la giunta regionale non ha provveduto ad adottare gli atti con cui vengono definite le modalità di applicazione dell'intervento (mentre è stata presentata una proposta di modifica legislativa, attualmente all'esame della Terza Commissione permanente, che fa slittare i termini del periodo di sperimentazione al triennio 2017-2019)», ha spiegato il presidente del comitato Raffaele Nevi illustrando la relazione. «La giunta regionale ha provveduto soltanto a mettere in campo alcune attività di carattere preliminare, che riguardano l'istituzione del gruppo di lavoro che ha definito il Piano operativo per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d'azzardo patologico, adottato nell'ottobre 2015. Lo strumento indicato dovrebbe rappresentare il punto di partenza per l'attuazione degli adempimenti a carico della giunta, la sua adozione è avvenuta con forte ritardo rispetto all'intero impianto della legge regionale e non rientra tra le attività previste dalla legge '21/2014'. Infine il servizio di 'Numero verde regionale' risulta attivato a partire dal 1 marzo 2016, tuttavia la prevista campagna informativa non risulta ancora avviata e la comunicazione istituzionale è avvenuta soltanto tramite un comunicato stampa. E non è stato ancora firmato il protocollo di intesa tra Regione Umbria, Anci, Corecom, forze dell'ordine, prefetture di Perugia e Terni, amministrazione dei Monopoli di Stato, Fondazione Umbra contro l'usura, mirante alla prevenzione e al contrasto del gioco d'azzardo patologico e illegale». RED/Agipro

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