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Attualità e Politica

12/12/2015 | 14:26

Legge di stabilità, Giorgetti (FI): «Emendamento del Governo sui giochi non affronta rapporto tra Stato, concessionari e consumatori»

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Legge stabilità Giorgetti FI giochi

ROMA -  «Nell'emendamento del Governo non è stato compiutamente affrontato il tema del divieto di pubblicità, non è stata fatta una valutazione complessiva del rapporto tra concessionari, Stato e consumatori né sono stati definiti i criteri con i quali utilizzare le risorse stanziate per la prevenzione delle ludopatie». Lo ha evidenziato Alberto Giorgetti (FI), ex sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, nel corso del dibattito sulla legge di stabilità in Commissione Bilancio, sottolineando che «il tema del gioco è stato sempre affrontato con interventi di carattere emergenziale, ma si era creata una forte aspettativa che il disegno di legge di delega fiscale avrebbe potuto definire una regolamentazione efficace». 
Dal 2003, ha ricordato, «quando vi erano in Italia circa 800 mila videogiochi illegali, il Governo di allora aveva deciso una progressiva legalizzazione degli stessi, la quale ha comportato, oltre agli indubbi vantaggi in termini di mutata percezione a livello sia sociale sia politico del fenomeno del gioco d'azzardo, una riduzione drastica degli apparecchi che, attualmente, sono circa 300 mila». Lo Stato, spiega, «dovrebbe porre un tetto alle giocate, tenendo conto del reddito del singolo giocatore: a tale scopo sono quindi necessarie informazioni dettagliate su ciascuna giocata»: una misura che «porterebbe ad una riduzione del gettito ma che sarebbe da sostenere, anche in funzione della tutela dei minori, oltre che di tutti gli italiani sotto l'aspetto sociale e sanitario». Infine Giorgetti ha ricordato che, «sino a due anni fa, le relazioni tecniche predisposte dalla Ragioneria generale dello Stato sul disegno di legge di stabilità prospettavano illegalità e riduzioni del gettito derivanti da proposte di aumento del PREU» mentre, quest'anno «alla proposta di incremento del PREU, non sono seguite analoghe osservazioni inserite nella relazione tecnica». MSC/Agipro

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