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Attualità e Politica

24/11/2015 | 13:06

Legge di stabilità, nel dossier del Servizio Studi e Bilancio della Camera la norma sui 10 milioni di euro al Mibact dal gioco del lotto

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ROMA - Il comma 189 della legge di stabilità «autorizza la spesa di 10 milioni di euro annui, a decorrere dal 2016, al fine di incrementare la quota degli utili derivanti dai giochi del lotto riservata al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il recupero e la conservazione dei beni culturali, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali. In particolare, la quota di spesa autorizzata per le finalità indicate è destinata ad incrementare il Fondo da ripartire iscritto nello stato di previsione del MIBACT in cui confluisce quota parte delle risorse derivanti dalle estrazioni dei giochi del lotto». E’ quanto si legge nel dossier redatto dal Servizio Studi della Camera e dai Servizi Studi e Bilancio del Senato, aggiornato dopo il via libera dell’Aula di Palazzo Madama (che comunque non è intervenuta sulle misure sui giochi). La Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2014 sottolineava «la progressiva riduzione delle risorse provenienti dai giochi del lotto destinate al Mibact, passate da 47,7 milioni di euro nel 2011 a 22,6 milioni di euro nel 2014». Al riguardo si ricorda che la legge del 1996 recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica", «prevedendo la definizione di nuovi giochi ed estrazioni infrasettimanali del gioco del lotto, ha disposto che ogni anno fosse riservata al Ministero per i beni culturali e ambientali, con decreto interministeriale, da emanare entro il 30 giugno, sulla base degli utili erariali derivanti dal gioco del lotto accertati nel rendiconto dell'esercizio precedente, una quota degli utili derivanti dalla nuova estrazione infrasettimanale, non superiore a 300 miliardi di lire, per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali». In seguito, la finanziaria 2008 «ha previsto che, dal 2008, non si sarebbe più dato luogo alla riassegnazione di alcune somme versate all’entrata del bilancio dello Stato». In relazione al divieto di riassegnazione, che interessava vari Ministeri, la stessa legge disponeva «l’istituzione, nei relativi stati di previsione, di appositi Fondi da ripartire, con decreto ministeriale, nel rispetto delle finalità stabilite dalle stesse disposizioni legislative. La dotazione dei Fondi, nei quali doveva confluire il 50% dei versamenti riassegnabili nell’anno 2006 ai pertinenti capitoli dell’entrata del bilancio dello Stato, è rideterminata annualmente in base all’andamento dei versamenti riassegnabili effettuati entro il 31 dicembre dei due esercizi precedenti». Da ultima, la legge di stabilità 2015 «ha ridotto l’autorizzazione di spesa» della legge del 1996 sulle "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica" «per un importo pari a un milione di euro per il 2015 e 2,3 milioni di euro dal 2016». MSC/Agipro

 

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