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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

02/09/2016 | 17:20

Operazione “Gambling”: si è costituito a Venezia Davide Taher, le sue società offshore dietro il giro illegale di scommesse online

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Operazione Gambling Taher scommesse online

ROMA - Davide Taher, uno degli indagati nell’operazione “Gambling” condotta nel luglio 2015 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, si è costituito lunedì a Venezia dopo oltre un anno di latitanza. Taher è considerato dalla Procura di Reggio Calabria uno dei soci occulti di “Larabet” – la società con concessione dei Monopoli di Stato che serviva da copertura per le giocate verso l’estero - ed è risultato intestatario della “Proworld” con sede a Panama e della rumena “Timi Sun”, verso le quali sarebbero confluiti i proventi dell’associazione criminale guidata da Mario Gennaro (numero uno di Betuniq e ora collaboratore di giustizia) e Domenico LaGrotteria (Betsolution4U). Ad accoglierlo, al termine del volo da Barcellona che lo ha riportato in Italia, gli investigatori dell’antimafia, che lo hanno condotto nel carcere di Venezia, dove il 47 enne imprenditore - nato a Padova e residente all’estero da diversi anni - è stato interrogato dal Giudice delle Indagini preliminari di Venezia, David Calabria.  “La difesa avvierà il ricorso presso il Tribunale del riesame la prossima settimana, nel quale chiederemo gli arresti domiciliari per Taher. Sicuramente si difenderà dalle accuse nell’ambito del processo e già ha chiarito diverse cose nel suo primo interrogatorio: intanto la sua posizione è stata stralciata rispetto a quella degli altri indagati, in attesa di ricevere l’avviso di conclusione delle indagini”, dichiara ad Agipronews il legale di Taher, Luca Cianferoni. Nel corso dell’operazione “Gambling” erano state sequestrate 56 imprese nazionali ed estere, 1.500 punti commerciali e 82 siti nazionali e internazionali, per un valore complessivo di 2 miliardi di euro. La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria aveva ipotizzato che l’associazione a delinquere di stampo mafioso con proiezione transnazionale si fosse servita di società estere per esercitare abusivamente l’attività di gioco e delle scommesse in Italia. Tra settembre e ottobre, partiranno i processi a carico di decine di indagati presso il Tribunale di Reggio Calabria.

NT/Agipro

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