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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

20/04/2016 | 12:23

Osservatorio gioco online, Rodano (Adm): «Più strumenti di tutela per i giocatori per un intrattenimento responsabile e sicuro»

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Osservatorio gioco online Rodano

ROMA - La crescita del gioco online dovrà essere accompagnata «dall’implementazione degli strumenti di tutela per soggetti deboli e minori, che dovranno incidere su una platea legale di giocatori», in modo che «Il gioco resti un gioco, un intrattenimento consapevole, responsabile e sicuro». Lo ha detto Francesco Rodano, capo dell’ufficio gioco online di Adm, durante il convegno organizzato dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano. «In questi anni, dietro le quinte c’è stato un lavoro anche in Commissione Europea - ha detto ancora Rodano - abbiamo partecipato insieme producendo un documento ufficiale con delle raccomandazioni, circa 70 misure per gli Stati Membri, che non sono obbligatorie, ma sono strumenti preziosi, il meglio che il mercato internazionale mette a disposizione. Siamo determinati a farle nostre, la prova è che nella stabilità 2016 c’è anche un riferimento alla regolamentazione per la pubblicità sui giochi. In Italia sono già presenti i tre quarti di queste misure di protezione, mentre tra quelle che cercheremo di rendere obbligatorie a breve per l’online ci sono: i test di autovalutazione prima di giocare; l’obbligo di indicare dei link per il parental control; l’autolimitazione a tempo e non solo a soldi; l’obbligo di inviare messaggi di allerta in caso di comportamenti a rischio; l’introduzione di un “registro degli autoesclusi”, valida per tutti i siti; l’obbligo di formazione per i dipendenti per comportamenti problematici (con alcuni operatori che già lo fanno)». Secondo Rodano queste sono solo alcune delle principali innovazioni che arriveranno «ma c’è un altro pezzo, il lavoro internazionale non è qualcosa di oscuro o burocratico, ad esempio quanto fatto dalla Gambling Commission: di recente in Uk è stata introdotto una clausola, non si rilascia la licenza a un operatore che ha più del 3% di volume di gioco in paesi dove non è autorizzato. Un obbligo che ha comportato delle regolarizzazioni anche in Italia. Il lavoro è tutt’altro che finito, stiamo continuando a imparare, oltre a lavoro internazionale continueremo il lavoro con Sogei e Politecnico».

«Senza innovazione il mercato legale varrebbe un quarto di quello attuale, crescita reale da recupero gioco offshore»

«La massa di numeri che vediamo oggi sono solo un piccolo estratto dei dati che l’Amministrazione pubblica, tramite Sogei, ha in ogni singolo dettaglio per svolgere il ruolo di controllo e fare analisi statistiche, analisi che il regolatore poi usa per capire se la strada è quella giusta. Un lavoro di informazione prezioso per noi e per gli stakeholders». Lo ha detto Francesco Rodano, capo dell’ufficio gioco online di Adm, durante il convegno organizzato dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano. «Nel 2011 c’era stato l’ultimo anno di crescita, poi fino al 2014 c’è stata una calma piatta, oggi notiamo una crescita apprezzabile, anche se solo apparente, però è importante. Il gradino di crescita è un punto di arrivo e di partenza: arrivo dal 2006, per il decreto Bersani che ha introdotto concessioni autonome per il gioco online» ha spiegato Rodano, che ha poi elencato le innovazioni introdotte, «in dieci anni abbiamo riempito di contenuto il mercato, chiudendo nel frattempo anche un procedura di infrazione europea per la regolamentazione del gioco online. Senza innovazione il mercato legale oggi sarebbe un quarto e il gioco “in nero” avrebbe una dimensione pari a quattro volte quelle attuali - ha detto ancora - in questi anni abbiamo recuperato illegale, ma a dispetto di questo il totale non cambiava, il sospetto è che negli anni la propensione al gioco online sia diminuita. In realtà l’online non ha “mangiato” il fisico, la spiegazione è che dopo anni abbiamo trovato il modo di contrastare i non autorizzati. Su giochi da casinò e slot il recupero è arrivato grazie all’accordo con i fornitori internazionali che hanno chiuso rubinetti a operatori non autorizzati, che si traduce nel +27% del settore casinò e che nei primi mesi del 2016 è al +38%. Il secondo pezzo di crescita riguarda le scommesse sportive, che passa dall’attuazione completa del palinsesto complementare - introdotto già nel 2009 dal Dl Abruzzo - che oggi è davvero completo e competitivo con quello offshore. Inoltre per il settore scommesse è stata introdotto una tassazione nuova sul margine». Dunque secondo Rodano, nel 2015 il recupero di offshore ha contrastato in maniera determinate il calo di propensione al gioco. «Stiamo riportando alla luce una fotografia rispondente alla realtà - ha detto ancora - l’online resta di nicchia, vale meno del 5% del gioco a soldi in Italia, in Uk è quattro volte tanto, ma il pubblico è più consapevole, la fascia 18-34 è il 47% dei giocatori, era il 50% nel 2012, e continuano a spendere meno di 50 euro al mese. Con queste operazioni abbiamo recuperato e reso visibile gioco che già c’era».

PG/Agipro

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