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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

18/12/2015 | 16:54

Renzi è il re delle slot: nel 2016 1,3 miliardi in più di prelievo e record di aumento erariale, +4,5% di tasse sugli apparecchi in due anni

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Renzi re delle slot

ROMA – Una storia tipicamente italiana. Se da una parte l’industria del gaming è oggetto di restrizioni e limitazioni a tutto tondo, dalla pubblicità all’offerta di gioco, dall’altra era e resta una cassaforte “facile” per il governo. Nonostante l’accanimento verso il settore, in particolare per il gaming “automatico”, il dato è lampante analizzando gli interventi degli ultimi tre governi: che a Palazzo Chigi vi fosse Monti, Letta o Renzi, il refrain è il medesimo, a fine anno tutti hanno fatto cassa - e che cassa - con le slot. Senza contare tutte le proposte e gli emendamenti per finanziare con il prelievo sui giochi ogni tipo di emergenza o spesa corrente: dall’imprenditoria femminile al ripristino dei tribunali, dalla promozione dell’Italia all’estero alla bioedilizia, al finanziamento delle forze dell’ordine.

 

L’aumento delle tasse sulle slot e videolotteries (vlt), previsto dalla Stabilità firmata dal premier Matteo Renzi, porterà allo Stato circa 1,3 miliardi di euro in più per il 2016, nonostante l’offerta sul territorio stia calando in maniera drastica per le norme locali che impongono orari e distanze più stringenti o zone off limits. Agli appelli sulla riduzione dell’offerta, o addirittura alla cancellazione di tutte le forme di gioco sul territorio nazionale, fanno da contraltare le richieste di innalzare le tasse contando su un settore che tra il 2011 e il 2015 ha offerto ricavi per lo Stato pari a circa 40 miliardi, dei quali oltre la metà (21 miliardi) provenienti da slot e vlt. La stima per il 2016 è degli analisti della società di consulenza Mag: dai 4,4 miliardi di prelievo del 2015, si passerà a 5,7 miliardi di prelievo dalle sole slot e Vlt nel 2016, frutto degli interventi legislativi di chi, il Governo Renzi, si pone in maniera critica nei confronti del gaming, anche attraverso provvedimenti restrittivi (pubblicità). Sia chiaro: Renzi è il recordman del prelievo dalle slot e vlt, basta leggere un solo dato: tra il 2014 e il 2015 ha introdotto la mega tassa da 500 milioni e alzato il prelievo delle slot dal 13 % fino al 17,5%. Ma anche i suoi predecessori - compresi i governi precedenti e non solo quelli tecnici - pur mostrandosi fortemente critici nei confronti del gioco, hanno attinto a piene mani da un settore da coccolare solo quando c’è da aprire la cassaforte. Una realtà fin troppo evidente nei provvedimenti degli ultimi cinque anni, che abbiamo riassunto in sintesi.

 

 

2011

A Palazzo Chigi, da novembre, c’è Mario Monti: nella Finanziaria di fine anno si decide di non intervenire sul prelievo dei giochi, anche se nella manovra estiva straordinaria si era già fissata la tassa sulle slot all’11,8%, oltre alla tassa sulla fortuna, il 6% sulle vincite superiori a 500 euro. A Fine anno Slot e Vlt garantiscono comunque allo Stato incassi per 3,9 miliardi di euro.

 

2012

Ancora Monti al comando, sulle slot il prelievo sale al 12,7% (una misura ancora figlia della manovra-bis di agosto 2011 del governo Berlusconi), mentre nella Stabilità di fine anno si innalza il prelievo delle Vlt al 5%, una misura da cui il Governo si aspetta nuove entrate per almeno 210 milioni di euro. A fine anno il contributo degli apparecchi alle casse statali è di oltre 4,1 miliardi di euro.

 

2013

Ad Aprile Monti lascia il ruolo di Primo Ministro a Enrico Letta, che a fine anno dagli apparecchi riceve un “tesoretto” da 4,3 miliardi di euro.

 

2014

Letta termina il suo mandato di capo del Governo a febbraio e lascia il posto a Matteo Renzi: l’intervento del nuovo Presidente del Consiglio sarà molto più incisivo per il settore. A fine anno la stabilità introduce una extra tassa da 500 milioni da dividere tra i soggetti che operano nella filiera slot. L’anno si chiude con incassi erariali stabili da slot e vlt, per 4,3 miliardi.

 

2015

Il prelievo sulle slot sale al 13%, un aumento già previsto dal 2011, ma nel frattempo l’extratassa da 500 milioni si rivela un mezzo flop: mancano i criteri di ripartizione e alla fine si incassano 320 milioni complessivi. La vicenda fa inoltre nascere un lungo contenzioso, ancora in corso: la questione dovrà essere valutata anche dalla Corte Costituzionale per valutare la legittimità del provvedimento.

Proprio per recuperare in altro modo i soldi dell’extra tassa per il 2016, in Stabilità – la legge attualmente è all’esame di Montecitorio - si decide di alzare il prelievo sulle slot al 17,5% e sulle Vlt al 5,5%, per avere un extra gettito da oltre 670 milioni di euro.

A fine anno dagli apparecchi dovrebbero arrivare in tasse oltre 4,4 miliardi di euro.

 

2016, le previsioni

Il nuovo regime fiscale potrebbe alzare di parecchio gli incassi per lo Stato, che a raccolta costante potrebbero superare i 5 miliardi di euro. Resta l’incognita relativa alla sopravvivenza di numerosi operatori della filiera, in particolare i gestori, che a fronte di un aumento immediato di 4,5 punti percentuali in tasse, dovranno attendere i tempi tecnici per omologare e installare le macchine con il nuovo regime di vincita minima, che scende dal 74% al 70%.

PG/Agipro

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