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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 14:20

Attualità e Politica

05/05/2016 | 18:37

Riordino giochi, Ughi (Obiettivo 2016): “Enti locali: più risorse, ma facciano la loro parte per garantire il gioco legale”

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Riordino giochi Ughi Obiettivo 2016

ROMA - Maggiori controlli per il settore giochi, coinvolgendo anche gli enti locali per tutelare i soggetti deboli e per limitare l’offerta non autorizzata: per Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, le ipotesi al vaglio del Mef per il riordino del settore “sono quasi tutte condivisibili, a patto che si trovi un equilibrio. Ad esempio sul presidio all’ingresso dei locali, servirà una disciplina omogenea, anche perché oggi abbiamo delle agenzie con una proposta di gioco inferiore ai bar o alle tabaccherie. Dunque si può pensare a soluzioni come la tessera sanitaria o il codice fiscale, oppure a un controllo all’entrata, ma dovranno essere misure non discriminatorie”. Sul tema dei controlli il numero uno di Obiettivo 2016 lancia una proposta: “Si parla sempre di controlli, ma non si capisce bene chi dovrà farli: credo che anche i Comuni potrebbero fare la loro parte, la polizia municipale potrebbe setacciare il territorio e destinare gli importi delle sanzioni al bilancio comunale. La nuova gara per le scommesse, se verrà fatta nei tempi previsti, eliminerà ogni discriminazione, vera o presunta, a quel punto i vigili potrebbero svolgere il controllo sulla regolarità dei punti, accertando che le scommesse siano accettate da chi ha un contratto con lo Stato e usando il pugno duro contro reti parallele”. In quanto alla limitazione degli orari “si può anche fare purché, stabilito un massimo di ore di apertura, si lasci ai gestori e ai concessionari la possibilità di modulare l’offerta, utilizzando anche il sistema di Sogei - Adm, che potrebbe permettere le aperture “a tempo”, ma scelte in base alle esigenze del territorio e della clientela”. Gli enti locali potrebbero giocare un ruolo fondamentale “se si pensa anche a una forma di incentivo - conclude Ughi - lo Stato potrebbe fissare un tetto agli incassi dai giochi, magari i 9 miliardi per l’erario del 2015, dividendo poi l’extra gettito in base alla raccolta regionale. In questo modo ci sarebbe un incentivo sia al controllo che alla canalizzazione del gioco nel circuito autorizzato”.

 PG/Agipro

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