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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 12:00

Attualità e Politica

09/06/2016 | 13:45

Scommesse, Cassazione: "Gioco non autorizzato con totem, arresto per esercenti è giustificato"

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Scommesse Cassazione Intermediazione totem

ROMA - La raccolta scommesse per conto di operatori esteri non autorizzati in Italia è intermediazione, un reato per cui la legge prevede «l'arresto da tre mesi a un anno». E' quanto ribadisce la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso del titolare di un punto di Termini Imerese, contro l'arresto - due mesi e venti giorni, con pena sospesa - confermato dai tribunali siciliani in primo e secondo grado.

Il reato contestato è di «intermediazione nel settore delle scommesse, in assenza di autorizzazione», tramite alcuni “totem”, dei terminali collegati ad internet e che inviavano le giocate su «competizioni canine» verso un «allibratore austriaco non dotato di concessione per operare in territorio italiano». I terminali rilasciavano anche delle ricevute di gioco ed erano usati anche da scommettitori non forniti di un conto gioco.

Per la Cassazione «il ricorso, palesemente infondato, va dichiarato inammissibile»: la Suprema Corte ha ritenuto fondate le accuse formulate, ritenendo di «condividere il giudizio di congruità della pena irrogata dal giudice di primo grado».

PG/Agipro

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