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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 18:16

Attualità e Politica

15/09/2016 | 19:33

Slot, Astro incontra il Comune di Torino: "Chiesta deroga a ordinanza restrittiva per locali di qualità e disposti a formazione"

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Slot Astro Torino

ROMA - “Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Comune di Torino di concedere una deroga all’ordinanza per il contrasto alla ludopatia, prevista dalla legge regionale piemontese e limita l’orario di funzionamento delle slot, per salvaguardare determinati locali di qualità”. E’ quanto dice ad Agipronews Lorenzo Verona, vicepresidente e responsabile territorio dell’associazione Astro, al termine del tavolo di confronto con i rappresentanti dell’amministrazione torinese.

“L’amministrazione ha mostrato di voler operare nella maniera più corretta, con un confronto che ha visto coinvolte tutte le associazioni di settore, consumatori, gestori, produttori ed esercenti - dice ancora Verona - per Astro abbiamo presentato la nostra proposta “Un gioco buono”, che punta a una riduzione dell’offerta, ma tutelando le realtà imprenditoriali e occupazionali. Chiediamo che venga concessa una deroga a locali che si impegnino a non avere più di 4 macchine, non visibili e in una zona dedicata, e che i gestori dei locali partecipino a corsi di formazione patrocinati dal Comune. In Piemonte con la legge regionale ormai sono decine le amministrazioni che hanno adottato ordinanze fotocopia - dice ancora Verona - con limiti orari e di distanza, ma sono gli stessi Comuni che adesso vedono come i risultati non arrivano e ci chiedono una mani per una alternativa corretta e che funzioni. Spero che la nostra proposta sia condivisa anche da Sapar e Assotabaccai, le altre associazioni del settore: sarebbe un segno di responsabilità e darebbe maggior forza al nostro progetto”.

La legge regionale piemontese per il contrasto alla ludopatia prevede una riduzione del funzionamento delle slot non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura giornaliero di sale giochi ed esercizi commerciali, oltre all’introduzione di distanze minime dai luoghi sensibili per l’installazione degli apparecchi, fra i 300 e i 500 metri (a seconda del numero di abitanti del Comune) «da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati e stazioni ferroviarie».

PG/Agipro

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