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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

14/12/2015 | 13:04

Stabilità, Pucci (Astro) scrive a Baretta: “Gestori saranno cancellati per legge nel giro di un anno”

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Stabilità Pucci (Astro) scrive a Baretta: “Gestori saranno cancellati per legge nel giro di un anno”

ROMA – Le disposizioni attualmente contenute nella Legge di Stabilità, per il settore slot, rischiano di far scomparire nel giro di un anno i gestori degli apparecchi, un “premio” al contrario per le aziende del settore che si sono dimostrate responsabili, contribuendo a pagare i 500 milioni extra previsti dalla stabilità dello scorso anno. E’ quanto sottolinea in una lettera inviata al sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione Astro e vicepresidente di Sistema Gioco Italia.
Innanzitutto gli operatori dovranno far fronte a un innalzamento del prelievo erariale di 4,5 punti percentuali (dal 13 al 17,5 per cento) dal 1 gennaio 2016, ma nel frattempo non avranno a disposizione le macchine con vincite minime al 70% con cui compensare il cambio di tassazione. Per cambiare gli apparecchi saranno necessari “un numero di mesi tali (tra gli 8 e i 10) da generare il default economico”, scrive Pucci. Inoltre, si legge ancora, “nella remota (e residuale) ipotesi secondo la quale le risorse interne siano in grado di traghettare le aziende sino all’allineamento” tra prelievo e vincite, le aziende di gestione saranno spazzate via dall’introduzione delle cosiddette “Awp remote”, fissata a gennaio 2017.
“Il gestore, pertanto, è destinato a scomparire ‘per legge’ a partire dall’anno prossimo – si legge ancora nella lettera indirizzata a Baretta - indipendentemente dalla data effettiva in cui lo strumento attuale di lavoro sarà dismesso per essere integralmente sostituito da un congegno di proprietà esclusiva del Concessionario”. 
L’attuale impianto della legge di stabilità, “smentisce persino le valutazioni emerse presso il Ministero dell’Economia” in merito alla divisione per l’extra tassa da 500 milioni, “sancendo, oggi per ieri, che alla filiera Awp sia imposta una quota pari a 435 milioni”. Una quota che non rispecchia “l'equa ripartizione (70-30) che durante gli incontri istituzionali era stata licenziata come soluzione sostenibile per il comparto” e che, conclude Pucci, “è stata fedelmente osservata da tante aziende di gestione, alle quali, oggi, si prospetta come premio alla propria lealtà istituzionale, un decreto di cessazione di attività”.
PG/Agipro

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