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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 11:23

Attualità e Politica

30/09/2016 | 11:31

Totem a Bolzano, i baristi fanno ricorso: “Gli apparecchi sono legali”

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Totem Bolzano

ROMA - I baristi e gli esercenti coinvolti nell’operazione contro i totem illegali a Bolzano, condotta da Questura e Guardia di Finanza, sono pronti a fare ricorso: i primi provvedimenti, si legge nell’edizione odierna del Corriere dell’Alto Adige, sono già stati presentati al Tribunale Civile di Trento.

Secondo l'accusa i totem non sarebbero stati utilizzati per il loro scopo ufficiale — cioè le normali funzioni di ricarica dei telefoni o di pagamento di bollette — ma venivano trasformati in piattaforme di giochi illegali e le eventuali vincite venivano pagate ai clienti in contanti in nero. Inoltre si sospetta che produttori e gestori avrebbero modificato, a seconda delle esigenze, le soglie della vincita, con lo scopo di invogliare i clienti a giocare.

In totale sono state elevate sanzioni per complessivi 800mila euro, nei confronti di 16 baristi altoatesini, di tre agenti installatori e di due produttori, uno del sud Italia e uno domiciliato in Trentino.

Le accuse però sono contestate da alcuni esercenti: il legale Marco Boscarol ha già depositato due ricorsi, ed altri due li presenterà oggi. Prima di presentare ricorso al tribunale civile di Trento, l'avvocato aveva già avanzato — come previsto dall'iter in questi casi — delle contestazioni all'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, la quale aveva però respinto la richiesta di annullamento delle sanzioni.

“In passato — dice Boscarol — il tribunale aveva accolto dei ricorsi che avevo presentato per fatti del tutto analoghi, relativi all'utilizzo di questi totem”. Secondo Boscarol “l'utilizzo dei totem è legittimo, come riconosciuto da precedenti sentenze, in quanto sono collegati a siti che si trovano nell'Unione europea e in quanto tali non possono venire interdetti. In secondo luogo - dice ancora - queste macchinette non erogano soldi e quindi non si può parlare di gioco d'azzardo. Secondo gli inquirenti i pagamenti di presunte vincite sarebbero avvenuti sottobanco, in nero, da parte degli esercenti, ma si tratta di accuse tutte da dimostrare”.

RED/Agipro

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