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Ultimo aggiornamento il 05/12/2016 alle ore 10:47

Attualità e Politica

23/02/2016 | 11:56

Uk, report Gambling Commission: giocatori in calo del 12%, crescono l’online e il live betting

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Uk report Gambling Commission report online

ROMA – Sono sempre di meno i cittadini britannici che scommettono o giocano, in calo del 12% negli ultimi tre anni: secondo il report della Gambling Commission, l’ente governativo che regolamenta il settore, nel 2015 i cittadini che affermano di aver giocato almeno una volta al mese sono il 45% della popolazione, mentre nel 2012 erano il 57%. Il report si basa su quattro sessioni di interviste telefoniche effettuate a marzo, giugno, settembre e dicembre su mille persone.

Il calo, secondo l’autorità dei giochi Uk, è dovuto in gran parte alla minor partecipazione alla National Lottery, che nello stesso periodo ha visto la partecipazione passare dal 46% al 32%, ma resta comunque il gioco più praticato nel Regno Unito.

In crescita il gioco online, che ormai interessa il 15% della popolazione: per scommettere sul web il 61% usa un laptop, il 16% un tablet, mentre il 23% sceglie di puntare dal proprio smartphone. Il 97% delle persone afferma di aver scommesso a casa propria, il 10% durante gli spostamenti di lavoro – dunque in treno o in metro – mentre il 7% punta nei pub, tra una birra e un tiro di freccette.

La percentuale di giocatori online cresce sensibilmente tra i più giovani: nella fascia tra i 25 e i 34 anni il 50% degli intervistati ha confermato di aver utilizzato un tablet o uno smartphone per puntare, la stessa fascia di età rivela una propensione maggiore (21%) a scommettere online in viaggio o nei pub. Uno scommettitore online su quattro, infine, ha puntato live durante lo svolgimento di un match.

Ancora per fasce di età, i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, sono i meno propensi a giocare (33%), mentre è nella fascia 45-54 anni che si registra la maggiore partecipazione (54%). Se i più giovani sono i meno attratti dal gioco, sono però anche quelli che presentano una percentuale di problematicità più elevata, l’1,1% rispetto allo 0,5% totale sull’intera popolazione, con quest’ultimo dato che presenta un tasso stabile.

PG/Agipro

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