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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

25/05/2016 | 16:09

Slot, Astro: “Distanziometri su base nazionale, fuori gioco il 77% dei locali legali”

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astro distanziometro

ROMA - Le distanze minime dai luoghi sensibili su base nazionale, come già applicate dai regolamenti comunali e regionali, potrebbero mettere fuori gioco ed «espellere il 77% dei locali ospitanti apparecchi da gioco». E’ quanto sottolinea in una nota l’associazione Astro, che ritiene debba essere questo uno dei punti da affrontare al più presto nel tavolo di confronto della Conferenza Unificata per il riordino dei giochi. Una ricerca analoga condotta nel 2013 e relativa alla sola Regione Lombardia metteva in luce un effetto espulsivo ancora più drastico, anche considerando solo scuole, chiese e ospedali (3 dei 10 luoghi inseriti tra quelli ritenuti sensibili), con il 92% del territorio regionale off limits.

Nelle trattative per trovare un’intesa, sottolinea Astro, il distanziometro non può essere una base da cui partire, se si pretende dalla controparte la rinuncia a una percentuale tra l'80 e il 90 per cento del business.

Altro tema da affrontare è quello sui limiti orari imposti per l’offerta di gioco, ma secondo Astro, come per il distanziometro, l’applicazione di queste misure dovrebbe tenere conto del «nesso di causalità intercorrente (almeno a livello statistico) tra restrizioni “metrico-orarie” e innalzamento del numero dei malati di G.A.P. + aumento del gioco illegale».

«Una “terza via” - sottolinea ancora Astro - dovrebbe quindi imporsi, per poi essere sottoposta a verifiche: al posto di discutere su “dove” mettere le slot legali, si potrebbe pensare a “come” installarle, “come” farle funzionare, e “come” organizzare l’offerta di gioco all’interno di un esercizio pubblico o commerciale (che non può più pensare di vendere gioco alla stessa stregua del caffè o dei biglietti del tram). Il vero ostacolo a tale soluzione è la sua “eccessiva scientificità”, dalla quale deriverebbe una elevata capacità di censire epidemiologicamente tanto il “vero” G.A.P. quanto il “semplice” gioco problematico, degradando così “la nostra piaga del secolo” a “fattore sociale in linea” con i parametri degli altri Paesi industrializzati (e pertanto annullando il potere “contrattuale” di una delle parti in conflitto)».

«Domani ci sarà il “primo atto” del confronto tecnico - conclude la nota dell’associazione - dalle risultanze di tale sessione si potrà trarre una prima valutazione sul percorso che la Conferenza si avvia a intraprendere».

RED/Agipro

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