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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

22/02/2016 | 17:36

Limiti orari a Verona, Astro: "Restrizioni agli apparecchi leciti non provocano calo del gioco patologico"

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astro limiti orari verona

ROMA - Nelle regioni e nelle città dove è stato limitato il gioco lecito "solo ad orari stabiliti" o "solo in luoghi stabiliti" non è mai stata censita alcuna incidenza di “calo” della dipendenza da gioco. Lo ricorda Astro, in una nota. L'ultimo caso è quello del Comune di Verona che, con un'ordinanza, in vigore dalla scorsa settimana, limita ad otto ore al giorno l’accensione di slot e vlt e l’apertura delle sale gioco. "Nonostante siano oramai numerosi i territori in cui le retrizioni orarie sono strutturate e prolungate nel tempo, non vi è ente locale, da Bolzano a Mazara del Vallo, che abbia evidenziato una diminuzione del problema socio-sanitario collegato al gioco patologico", spiegano dall'Associazione. L’esperienza di Milano, Pavia, Bolzano, Genova, Padova, Bologna, - ricordano ancora da Astro - rivela che "nessuna struttura sanitaria di tali città ha evidenziato un calo del gioco patologico dopo l’introduzione delle limitazioni, in quanto esse generano solo una migrazione dell’utenza da ciò che è spento a ciò che resta acceso o accessibile (legale o illegale che sia), con l'aggravamento degli effetti socio-sanitari".
La città di Verona - concludono da Astro - "vincerà al Tar, ma a perdere saranno i veronesi, la cui amministrazione, per affrontare un problema, si è affidata ad un percorso intuitivo, privo di conclamato riscontro positivo di efficacia, e già smentito in termini di idoneità da tante altre realtà cittadine e metropolitane. A perdere sarà, ancora una volta, il rapporto Stato – enti locali, che sicuramente non si evolverà in termini di collaborazione e miglior riparto delle risorse, visto che per affrontare un problema sanitario gli enti locali decidono deliberatamente di ridurre le entrate erariali che derivano dal gioco legale, pur di adottare strumenti a conclamata inefficacia socio-sanitaria".
RED/Agipro

 

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