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Ultimo aggiornamento il 06/12/2016 alle ore 20:37

Attualità e Politica

15/02/2016 | 17:01

Astro contro ordinanza Bussolengo: "Limiti orari solo per le slot? Gioco legale va difeso, sbagliato fare distinzioni"

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ROMA - Sbagliato applaudire il criterio applicato dal Comune di Bussolengo (in provincia di Verona) per le restrizioni orarie agli apparecchi da intrattenimento. L'associazione Astro risponde ai 'colleghi' della Sentinella a proposito del regolamento emanato qualche giorno fa nella cittadina veneta. Le nuove norme stabiliscono che l'attività delle macchine è limitata dalle 16 alle 24, ma solo per locali generalisti come i bar, mentre non si applica a locali specializzati come le sale vlt. Distinzione promossa dall'associazione "La Sentinella".  "Non si può non rilevare l’erroneità totale dei presupposti sulla base dei quali La Sentinella ha ritenuto positiva l’iniziativa del Comune di Bussolengo - si legge in una nota di Astro - Distinguere il locale generalista (bar), dal locale dedicato esclusivamente al gioco (sala vlt), sulla base della possibile affluenza di utenza minorile all’interno del primo, significa non cogliere il senso dell’ordinanza del Comune in questione, mirata al contrasto della ludopatia, e non finalizzata alla prevenzione del gioco minorile". Secondo Astro "è quindi inverosimile che un’azione di contrasto ai presunti effetti sanitari derivanti dall’uso di una slot legale di un tabaccaio, funzionante a un euro (con jackpot a 100 euro), possa definirsi coerente con l’obiettivo sanitario perseguito dal Sindaco, laddove spegne il congegno a moneta deviando l’utente verso una sala dedicata, dove la Vlt accetta puntate sino a 10 euro al colpo, con jackpot sino a 500mila euro".

Anche riguardo alla tutela minorile Astro fa qualche puntualizzazione: "Dalle evidenze emergenti, a seguito dei controlli eseguiti dalle forze dell’ordine, bar e sale dedicate hanno la medesima (bassissima) incidenza di violazione del divieto sui minori, a testimonianza della sostanziale equivalenza delle due location nell’ottemperanza ai rispettivi obblighi, (che per il bar è il divieto di gioco ai minori, mentre per la sala dedicata è il divieto di ingresso dei minori)". Per questo, secondo l'associazione, "non si può accettare di esaltare un asset a discapito di un altro, e soprattutto di alterare il percorso logico di difesa del gioco lecito, che in quanto tale si applica a tutto il gioco autorizzato". RED/Agipro

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