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Ultimo aggiornamento il 05/12/2016 alle ore 08:45

Attualità e Politica

11/02/2016 | 12:23

Giochi, Baretta (Mef): "Riordino del settore: troppi gestori e concessionari"

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beretta mef giochi

ROMA - "Penso ci siano troppi concessionari e troppi gestori, dobbiamo pensare a un settore slot piú snello e organizzato, serve un ripensamento con aggregazioni e nuovi interazioni". E' quanto ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell'Economia, intervenuto oggi a Roma nel corso di un convegno sui giochi. "Invece di uccidere il settore lo faremmo rivivere. Altra innovazione da portare avanti - ha detto ancora Baretta - é il contratto di filiera, un'ipotesi che avevamo iniziato a esaminare nella trattativa sul pagamento dei 500 milioni. I rapporti interni della filiera non possono essere imposti, ma aiutati con un contratto che sia da traccia di riferimento, non pensando solo alle percentuali. E' una risposta anche al nuovo ruolo che avranno i gestori con il passaggio alle macchine da remoto che verrá avviato nel 2017. Serve dare una risposta positiva al ruolo dei gestori in un settore riorganizzato".
Baretta ha ricordato che il riordino previsto dalla delega fiscale non é stato portato a termine per "una scelta politica, ma la traccia di lavoro resta quella, magari ci vorrà più tempo". Il sottosegretario ha aggiunto che "lo scorso anno ci sono stati soggetti che non hanno pagato quanto previsto dalla stabilità, ma una legge dello Stato, giusta o sbagliata, va rispettata", mentre la compensazione tra "innalzamento del preu e del pay out é intervenuta solo dopo per evitare problemi". Un'affermazione che ha scatenato più di un sussulto in platea e ha portato a un acceso dibattito tra Baretta e una parte della platea. 
La conflittualitá tra gestori e concessionari "é un tema ancora non risolto", ha ricordato, infine, Raffaele Curcio, presidente di Sapar, "mentre la nuova stabilità ha creato altri problemi, al ritmo attuale, circa 35 nulla osta al mese, e ci vorranno non meno di dieci mesi per effettuare l'intero cambio del parco macchine con il nuovo scalino tra prelievo erariale e pay out. I margini sono sempre più ridotti, mancano le risorse e la conflittualità torna a crescere. Tra un anno avremo il 50% di aziende in meno e giá adesso siamo in difficoltà a trovare degli istituti bancari che garantiscano finanziamenti".
PG/Agipro

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