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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

24/08/2016 | 12:00

Scommesse, Cassazione conferma sequestro di un ctd: «Struttura era finalizzata ad attività illecita»

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ROMA - La Terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha giudicato inammissibili i ricorsi dei titolari di un centro scommesse privo di concessione in provincia di Milano, sequestrato dal Tribunale di Monza. I giudici, oltre a sottolineare l’assenza delle necessarie autorizzazioni, hanno sottolineato nella sentenza come l’organizzazione nel negozio andasse ben al di là della semplice offerta di apparecchi tramite cui giocare:  «Appare infatti sin troppo evidente che i ricorrenti non si sono "limitati" a  mettere a disposizione dei clienti le apparecchiature utilizzate per il gioco restando estranei al rapporto contrattuale di scommessa con il bookmaker (peraltro privo di concessione) ma hanno allestito una struttura dedicata interamente ed esclusivamente alla raccolta delle scommesse on line finalizzata proprio ad intercettare i giocatori e, dunque, a sollecitare la stipula di quei contratti, ai quali affermano di essere formalmente estranei, con un bookmaker estero sprovvisto di concessione». La Corte ricorda infine che «il sequestro di un immobile in cui vengano raccolte scommesse clandestine deve ritenersi legittimo allorché l'immobile appaia, per la sua stessa struttura, destinato alla gestione delle scommesse e dotato di una organizzazione
concretamente finalizzata all'attività illecita». LL/Agipro

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