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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

31/03/2016 | 14:28

Cassazione: “Dipendenti punti gioco possono accettare scommesse”

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ROMA - La raccolta delle scommesse può essere effettuata, oltre che dal titolare della licenza di pubblica sicurezza, anche dai semplici dipendenti dei punti gioco. E’ quanto ha confermato la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione, respingendo il ricordo del procuratore della Repubblica di Avellino. Al centro della questione, il sequestro di un centro scommesse - poi annullato dal Tribunale del Riesame -  dopo un controllo di polizia durante il quale uno dei dipendenti era stato trovato a raccogliere giocate. La Corte non ha accolto la tesi del Procuratore, secondo cui il carattere personale delle licenze non permette ad altri soggetti l’accettazione delle scommesse, eccetto che per i legali rappresentanti del titolare. Il Collegio spiega nella sentenza che “la rappresentanza si traduce nella sostituzione del rappresentante al rappresentato nello svolgimento di un'attività che quest'ultimo, per motivi diversi, non può esercitare”. Nel caso in cui l’assenza sia momentanea o dovuta “a esigenze comuni” il titolare dell’autorizzazione non è obbligato a  nominare un rappresentante, “ma si ritiene sufficiente che la conduzione venga affidata ad un soggetto preposto o ad un dipendente”. Una delega che comporta l’obbligo del titolare di sorvegliare sull’attività all’interno dell’esercizio, ma che non impone vincoli ulteriori. “In tali casi - conclude il Collegio - va accertato se il titolare dell'autorizzazione sia o meno presente nel luogo di  lavoro esercitando concretamente il potere direttivo, in modo che esclusivamente  nei suoi confronti sia imputabile lo svolgimento dell'attività, o, in caso di assenza, se la stessa sia o meno temporanea”. LL/Agipro

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