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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

29/09/2016 | 13:04

Scommesse, Cassazione: “Ok a raccolta senza concessione solo per bookmaker discriminati”

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cassazione scommesse

ROMA - La raccolta di scommesse senza concessione e licenza di polizia può essere ammessa solo nel caso in cui un bookmaker sia stato illegittimamente escluso dai bandi di gara. E’ quanto ha ribadito la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza che ha respinto il ricorso del titolare di un centro scommesse di Vercelli a cui è stato sequestrato il locale. Il ricorrente, collegato a un bookmaker maltese privo di concessione, ha sostenuto la discriminazione della società per conto della quale raccoglie le giocate. Secondo il Collegio, però “non può invocarsi la contrarietà del sistema interno delle concessioni alle libertà di stabilimento e di prestazione di servizi allorquando non ricorrano le condizioni per ritenere che nei confronti del soggetto per conto del quale opera l'agente, sia stato dispiegato un comportamento discriminatorio sotto il profilo di una arbitraria esclusione dalle gare per il rilascio delle concessioni o di un impedimento a parteciparvi in condizioni di parità con gli altri concorrenti”. La Cassazione evidenzia come il ricorrente “si limita solo ad affermare che la situazione sarebbe analoga a quella presa in esame dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea” sul caso Laezza, e non risulta che la società “abbia mai partecipato ad una gara per l'assegnazione di una concessione in Italia né che la stessa sia stata esclusa illegittimamente”. LL/Agipro

 

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